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Amanita muscaria

Amanita muscaria

Nessun nome comune registrato

Fungo con cappello rosso vivo coperto di verruche bianche, gambo bianco slanciato con anello e bulbo squamoso alla base, cresciuto ai piedi di conifere o latifoglie.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

In breve

Noto per
ForestaBoscoMontagna
Classificazione
Phylum
Basidiomycota
Classe
Agaricomycetes
Ordine
Agaricales
Famiglia
Amanitaceae
Genere
Amanita
Specie
Amanita muscaria

Il cappello scarlatto cosparso di verruche bianche di Amanita muscaria è probabilmente l'immagine più riconoscibile di tutto il regno dei funghi, tanto da aver ispirato illustrazioni, fiabe e persino l'iconografia natalizia. Il nome stesso richiama il suo uso storico come insetticida contro le mosche, oppure gli effetti che provoca in chi lo ingerisce.

Si tratta di un basidiomicete del genere Amanita, diffuso nelle foreste temperate e boreali dell'emisfero settentrionale, dove vive in simbiosi con numerosi alberi; oggi è naturalizzato anche nell'emisfero australe, dove in alcune regioni si comporta come una specie invasiva.

Al di là del suo aspetto da fiaba, questo fungo racconta una storia lunga migliaia di anni, fatta di simbiosi ecologiche, migrazioni continentali e un legame antichissimo con le culture umane che lo hanno incontrato lungo il cammino.

Corpo Fruttifero e Identificazione

Il tratto più distintivo di Amanita muscaria è il cappello rosso acceso, cosparso di verruche bianche o giallastre a forma di piccola piramide: si tratta di resti del velo universale, la membrana che avvolge completamente il fungo quando è ancora giovanissimo e ha l'aspetto di un uovo bianco emergente dal terreno. Sezionando un esemplare in questo stadio si nota, sotto il velo, un caratteristico strato di pelle giallastra utile per il riconoscimento.

Crescendo, il velo si rompe e lascia intravedere il colore rosso sottostante; le verruche non aumentano di dimensione ma appaiono più rade perché la superficie del cappello si espande. La forma passa da globosa a emisferica, fino a diventare quasi piatta negli esemplari maturi, con un diametro compreso tra 5 e 30 centimetri. Pioggia ed età possono far sbiadire il rosso e staccare le verruche.

Le lamelle sono libere e bianche, come bianca è anche la sporata; le spore ovali misurano 9-13 per 6,5-9 micrometri e non reagiscono al blu con l'iodio. Il gambo, bianco e leggermente fibroso, è alto 5-20 centimetri e largo 1-2 centimetri, con una base bulbosa che porta i resti del velo universale disposti in due o quattro anelli distinti; più in alto, un anello bianco e flaccido segna i resti del velo parziale che proteggeva le lamelle. L'odore è generalmente debole, appena terroso.

Distribuzione e Habitat

Amanita muscaria è un fungo cosmopolita, nativo dei boschi di conifere e latifoglie delle regioni temperate e boreali dell'emisfero settentrionale, compresi altipiani più freschi di zone calde come l'Hindu Kush, il Mediterraneo e l'America Centrale. In Nord America è nativo di parti dell'Alaska e convive con alberi europei importati lungo la costa occidentale; secondo uno studio molecolare, la specie avrebbe avuto origine nella regione siberiano-beringiana durante il Terziario, per poi diffondersi verso Asia, Europa e Nord America.

Cresce tipicamente su suoli acidi sotto betulle e abeti rossi, formando associazioni ectomicorriziche con molti alberi, tra cui pino, quercia, abete, betulla e cedro. Spesso appare insieme a Boletus edulis e può disporsi in cerchi delle streghe.

Trasportato involontariamente insieme alle radici di piante di pino, il fungo è stato introdotto anche nell'emisfero australe, dove è comune sotto alberi importati: in Nuova Zelanda, Tasmania e Victoria si comporta come un vero e proprio infestante, formando nuove associazioni con il faggio del sud (Nothofagus), e in Australia sta invadendo anche aree di foresta pluviale, spingendosi verso nord fino alla costa di Port Macquarie.

La stagione di fruttificazione varia con il clima: in gran parte del Nord America avviene in estate e autunno, mentre sulla costa del Pacifico si sposta più avanti, tra fine autunno e inizio inverno. I dati di osservazione (non di abbondanza) mostrano un picco netto in ottobre, coerente con una presenza soprattutto autunnale nell'emisfero settentrionale.

Mappa delle segnalazioni registrate di Amanita muscaria
Dove è stata segnalata · GBIF
165.702
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Usi e Storia Culturale

Amanita muscaria ha una storia di uso rituale che risalirebbe fino a 4.000 anni fa: popoli indigeni della Siberia, della Scandinavia, dell'Europa dell'Est e della Russia lo ritenevano dotato di proprietà medicinali e lo impiegavano in bevande cerimoniali. Tra i Koryak, che abitano ancora oggi la penisola della Kamchatka, il fungo è considerato una "offerta divina" concessa da un'entità chiamata Grande Corvo.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la Soma, la bevanda cerimoniale citata nei Veda induisti, potesse essere preparata proprio con questo fungo; nel folklore dell'Europa orientale, inoltre, Amanita muscaria è intrecciata a temi di magia e fiabe, ed è stata associata a figure come il dio norreno Odino e alle origini iconografiche di Babbo Natale.

L'uso del fungo come sostanza psicoattiva è legato ai suoi principi attivi, muscimolo e acido ibotenico, e alcune tradizioni ne conoscono metodi di trattamento: la bollitura con eliminazione dell'acqua di cottura riduce parzialmente la tossicità, mentre l'essiccazione tende ad aumentarne la potenza favorendo la conversione dell'acido ibotenico in muscimolo. Tra i Sami è documentata la pratica di far elaborare il fungo attraverso le renne prima del consumo.

Curiosità

  1. La notevole variabilità genetica di Amanita muscaria fa pensare che si tratti in realtà di un complesso di più specie strettamente imparentate, non di un unico taxon.
  2. Presso i Koryak della Kamchatka il fungo è considerato un'"offerta divina" concessa da un'entità chiamata Grande Corvo.
  3. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato un legame tra questo fungo e la Soma, la bevanda cerimoniale citata nei testi vedici induisti.
  4. Il suo aspetto rosso e bianco è stato collegato a figure mitologiche come il dio norreno Odino e all'immaginario di Babbo Natale.
  5. Il coleottero Tritoma biguttata biguttata è stato osservato su questo fungo, anche se non sembra costituirne una fonte di cibo abituale.
  6. Può crescere disponendosi in cerchi delle streghe e spesso compare accanto al porcino, Boletus edulis.

Ecologia

Habitat

  • Foresta
  • Bosco
  • Montagna

Foto

15 foto
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Fungo con cappello rosso vivo coperto di verruche bianche, gambo bianco slanciato con anello e bulbo squamoso alla base, cresciuto ai piedi di conifere o latifoglie.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipediaEncyclopedia of Life