Un esemplare di Encephalartos altensteinii custodito nella Palm House dei Royal Botanic Gardens di Kew, arrivato nel 1775, è considerato la pianta in vaso più antica del mondo: un legame diretto con un'epoca in cui questa cicade cresceva ancora indisturbata sulle coste sudafricane.
Encephalartos altensteinii è una cicade dall'aspetto simile a una palma, appartenente alla famiglia Zamiaceae ed endemica del Sudafrica. È conosciuta anche come broodboom, breadtree, Eastern Cape giant cycad o, in lingua zulu, uJobane, e il suo epiteto scientifico ricorda Altenstein, cancelliere tedesco del XIX secolo e mecenate della scienza. La specie è classificata come vulnerabile a causa della distruzione dell'habitat, della raccolta per la medicina tradizionale e della sottrazione da parte di collezionisti.
Oltre alla sua longevità straordinaria, questa cicade merita attenzione per la sua storia botanica e per il ruolo che ha assunto nella conservazione ex situ, con esemplari coltivati che hanno superato per età quelli rimasti in natura.
Identificazione e Aspetto
Il tratto distintivo più utile per riconoscere Encephalartos altensteinii è l'assenza di spine alla base delle foglie, una caratteristica che la separa nettamente da Encephalartos natalensis, specie simile ma armata di aculei in quel punto.
Questa cicade raggiunge fino a sette metri di altezza e può presentarsi sia ramificata che non ramificata. Le foglie, dritte oppure ricurve all'indietro, arrivano fino a tre metri di lunghezza e sono composte da foglioline rigide e piuttosto larghe, con uno o entrambi i margini dentati.
La pianta produce solitamente da due a cinque coni di colore giallo-verdastro, lunghi fino a 50 centimetri, con le squame femminili ricoperte di protuberanze. I semi che ne derivano sono di colore scarlatto e possono raggiungere i quattro centimetri di lunghezza.
Distribuzione e Habitat
Encephalartos altensteinii è diffusa nelle province sudafricane del Capo Orientale e del sud-ovest del KwaZulu-Natal, dove occupa una fascia prevalentemente costiera. In queste zone cresce dagli arbusteti aperti su pendii rocciosi scoscesi fino alle foreste sempreverdi chiuse nelle valli e lungo le rive dei fiumi.
La specie occupa anche siti isolati nell'entroterra, a quote più elevate, come nelle Montagne Amatola. Questa distribuzione discontinua, tra coste e rilievi interni, riflette la varietà di habitat che la pianta riesce a colonizzare, dal substrato roccioso esposto al sottobosco forestale ombreggiato.
Le osservazioni mensili raccolte da GBIF mostrano una presenza relativamente costante lungo l'intero anno, con un calo evidente nel mese di settembre; va ricordato che questi dati registrano soltanto la presenza di segnalazioni e non riflettono l'abbondanza reale della popolazione né l'estensione completa dell'areale nativo.
Al di fuori del suo areale naturale, la specie sopravvive anche in coltivazione, come dimostrano gli esemplari secolari conservati nei giardini botanici europei.

Usi e Rapporto con l’Uomo
Encephalartos altensteinii ha un legame diretto con l'uso umano che ne minaccia oggi la sopravvivenza in natura: la specie viene raccolta per impiego nella medicina tradizionale, una pratica che, insieme alla distruzione dell'habitat, ha contribuito al suo status di specie vulnerabile.
La pianta è inoltre ricercata dai collezionisti di cicadee, il cui interesse per esemplari di grandi dimensioni e di aspetto scenografico ha portato alla sottrazione di individui direttamente dagli ambienti naturali del Capo Orientale e del KwaZulu-Natal.
Il nome stesso della specie testimonia un rapporto antico con l'uomo occidentale: l'epiteto altensteinii fu scelto per onorare Altenstein, cancelliere tedesco e mecenate della scienza del XIX secolo, segno dell'interesse botanico che questa cicade suscitò già nei primi decenni della sua descrizione scientifica.
Curiosità
- Il nome della specie, altensteinii, commemora Altenstein, un cancelliere tedesco del XIX secolo che fu anche mecenate della scienza.
- La pianta è conosciuta con diversi nomi comuni, tra cui breadtree, broodboom, Eastern Cape giant cycad e, in lingua zulu, uJobane.
- Un esemplare coltivato nella Palm House dei Royal Botanic Gardens di Kew, in Regno Unito, è arrivato lì nel 1775 ed è considerato la pianta in vaso più antica del mondo.
- Un altro individuo, coltivato nella Serra di Lednice, in Repubblica Ceca, è stimato avere un'età compresa tra 300 e 600 anni.
Stato di conservazione
- LC
- NT
- VU
- EN
- CR
Vulnerabile
Ecologia
Habitat
- Costiero
- Foresta
- Boscaglia/arbusteto
- Montagna
Portamento
- Albero



