Tutti gli esemplari oggi esistenti di Encephalartos woodii, circa 500 in tutto il mondo, sono cloni di un'unica pianta maschile scoperta nel 1895: questa cicade non si riproduce più in natura da oltre un secolo perché non è mai stata trovata una femmina della specie.
Appartenente alla famiglia delle Zamiaceae, questa cicade è endemica della foresta di oNgoye, nel KwaZulu-Natal, in Sudafrica. Classificata come Estinta in natura dalla IUCN, rappresenta uno dei casi più estremi di rarità vegetale conosciuti: una specie sopravvissuta solo grazie alla propagazione umana, ormai priva della possibilità di riprodursi naturalmente. La sua storia, tra scoperta, sottrazione dalla natura e coltivazione globale, la rende un caso di studio unico sulla conservazione ex situ delle piante.
Identificazione e Aspetto
Il tratto più distintivo di Encephalartos woodii è il suo aspetto simile a una palma, con un tronco robusto coronato da una densa chioma di foglie: nessuna femmina è mai stata documentata, per cui l'identificazione si basa esclusivamente sugli esemplari maschili conosciuti.
La pianta può raggiungere i 6 metri di altezza, con un tronco di 30-50 centimetri di diametro, più spesso alla base. La corona è composta da 50 a 150 foglie lucide e di colore verde scuro, lunghe tra 150 e 250 centimetri, con nervatura carenata e composte da 70 a 150 foglioline. Le foglioline sono falciformi, lunghe 13-15 centimetri e larghe 20-30 millimetri.
La specie è dioica, cioè presenta piante maschili e femminili separate, ma nessuna pianta femminile è mai stata individuata, né in natura né in coltivazione. I coni maschili (strobili), di colore giallo-arancio vivo, sono cilindrici, lunghi in genere tra 20 e 40 centimetri (eccezionalmente fino a 120 centimetri) e larghi 15-25 centimetri di diametro. Un singolo esemplare può produrre da sei a otto coni contemporaneamente, un tratto che la distingue visivamente da molte altre cicadee del genere Encephalartos.
Distribuzione e Habitat
Encephalartos woodii era originaria di un'unica, minuscola area della foresta di oNgoye, nel KwaZulu-Natal, in Sudafrica, dove John Medley Wood scoprì nel 1895 un gruppo di quattro fusti su un pendio scosceso esposto a sud, ai margini della foresta. Il sito riceveva tra 750 e 1.000 millimetri di pioggia annui, con estati calde e inverni mite.
Quella popolazione originaria venne progressivamente smembrata dall'uomo: un pollone basale fu inviato ai Kew Gardens nel 1899, tre furono raccolti nel 1903 per i Durban Botanic Gardens e un altro esemplare arrivò in Irlanda, al Glasnevin, nel 1905. Nel 1912 restava un solo tronco alto 3 metri, che venne infine rimosso nel 1916 e trasferito a Pretoria, dove morì presumibilmente nel 1964: da quel momento la specie è scomparsa dal suo habitat naturale.
Oggi Encephalartos woodii sopravvive esclusivamente in coltivazione, con circa 500 esemplari distribuiti tra giardini botanici e collezioni private in tutto il mondo, tra cui Durban, Kirstenbosch, Kew, Glasnevin, Amsterdam, Longwood Gardens in Pennsylvania e Lotusland in California. È una cicade relativamente vigorosa e a crescita rapida rispetto ad altre specie del genere, il che ha favorito la sua diffusione tramite polloni.
I conteggi mensili di osservazioni disponibili (2, 0, 0, 3, 0, 0, 2, 1, 0, 5, 0, 2) riflettono semplicemente la presenza documentata di esemplari coltivati e non forniscono alcuna indicazione su un'eventuale popolazione selvatica, ormai inesistente.

Riproduzione e Ciclo Vitale
Non riproducendosi mai per via sessuale da quando è scomparsa la componente femminile, Encephalartos woodii si moltiplica esclusivamente attraverso polloni basali a crescita rapida, prelevati dal fusto della pianta madre e radicati altrove.
In assenza di una pianta femminile, la specie non potrà mai riprodursi naturalmente. È noto che forma ibridi fertili con Encephalartos natalensis, e in teoria un processo di reincrocio ripetuto, incrociando ogni generazione di ibridi nuovamente con E. woodii, potrebbe produrre nel tempo esemplari femminili sempre più simili a una vera femmina della specie.
Tuttavia, l'analisi del DNA cloroplastico degli ibridi di prima generazione tra E. woodii e E. natalensis ha mostrato che i cloroplasti vengono trasmessi esclusivamente dalla linea materna di E. natalensis. Questo significa che qualsiasi discendente ibrido, per quante generazioni venga reincrociato, non potrà mai essere geneticamente una Encephalartos woodii
Usi e Rapporto con l’Uomo
Encephalartos woodii ha assunto un forte valore simbolico nella cultura popolare, dove viene spesso presentata come emblema di solitudine e unicità: l'immagine di un'intera specie sopravvissuta grazie a un solo individuo clonato ha colpito l'immaginazione di molte persone nel mondo.
Al di là del suo significato simbolico, la specie viene coltivata come pianta ornamentale di grande valore estetico e storico nei giardini botanici, dove la sua rarità e il suo aspetto imponente ne fanno spesso un elemento centrale delle collezioni di cicadee.
Conservazione e Minacce
Encephalartos woodii è classificata come Estinta in natura dalla IUCN: nonostante numerose spedizioni nell'area tra oNgoye e Mtunzini, non è mai stato ritrovato alcun altro esemplare della specie, e tutte le piante oggi esistenti derivano dall'unico maschio prelevato dal suo habitat originario.
La minaccia principale che ha portato a questa condizione è stata la rimozione completa e progressiva degli esemplari selvatici da parte dell'uomo tra la fine del XIX secolo e il 1916, unita all'assenza documentata di piante femminili nella popolazione naturale. Non esiste quindi un trend di popolazione selvatica da monitorare, poiché la specie non esiste più fuori dalla coltivazione.
Come tutte le specie del genere Encephalartos, E. woodii è protetta sia a livello nazionale che internazionale. In Sudafrica è richiesto un permesso delle autorità di Nature Conservation per spostare, vendere, acquistare, donare, ricevere, coltivare o possedere esemplari adulti di questa flora minacciata. A livello internazionale, tutte le specie e gli ibridi di Encephalartos sono inclusi nell'Appendice I della CITES, che vieta il commercio di materiale prelevato in natura e richiede permessi di esportazione e importazione per ogni pianta, cono, polline o seme coltivato artificialmente che attraversi un confine internazionale.
Stato di conservazione
- EW
Estinta in natura
Curiosità
- John Medley Wood, che scoprì la pianta nel 1895 ai margini della foresta di oNgoye, la descrisse come "la più bella di tutte" le specie di Encephalartos.
- Nel corso degli anni sono stati creati diversi ibridi tra Encephalartos woodii e altre specie del genere, tra cui E. gratus, E. natalensis, E. transvenosus, E. arenarius ed E. horridus, coltivati in collezioni in California, Sudafrica, Stati Uniti e Italia.
- L'esemplare inviato ai Kew Gardens nel 1899 produsse il suo primo cono maschile solo nel settembre 2004, oltre un secolo dopo essere stato prelevato dalla natura.
- L'esemplare custodito al Longwood Gardens, in Pennsylvania, arrivato nel 1969 dopo una spedizione in Sudafrica, produce regolarmente coni all'inizio dell'inverno.
- L'esemplare conservato al Glasnevin, in Irlanda, è considerato probabilmente il più alto esemplare di Encephalartos woodii presente in Europa.
Ecologia
Habitat
- Foresta
Portamento
- Albero



