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Felce aquilina

Pteridium aquilinum

Le spore di Pteridium aquilinum sono così leggere da aver permesso a questa felce di raggiungere una distribuzione praticamente cosmopolita, colonizzando regioni temperate e subtropicali di entrambi gli emisferi a partire dai suoi areali originari in Eurasia e Nord America.

Si tratta di una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Dennstaedtiaceae, dotata di grandi fronde triangolari che si sviluppano da un rizoma sotterraneo. È una specie che merita attenzione non solo per la sua ampia diffusione, ma anche per la complessa relazione che intrattiene da secoli con l'uomo, tra usi tradizionali e rischi per la salute.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più riconoscibile di Pteridium aquilinum è la grande fronda triangolare, prodotta singolarmente e diretta verso l'alto a partire da un rizoma sotterraneo. Le fronde raggiungono un'altezza compresa tra 0,3 e 1 metro, con lo stipite, ovvero il gambo principale, che può arrivare a 1 centimetro di diametro alla base.

È una pianta decidua: in autunno secca completamente a livello del suolo, per poi ripartire in primavera dal rizoma. In questa stagione compaiono prima i germogli a forma di pastorale, o fiddlehead, presentati come fusti verticali arrotolati e ricoperti di una peluria grigio-argentea, che possono superare il metro di altezza prima di aprirsi in fronde distese.

Il rizoma sotterraneo è una struttura notevole: può crescere fino a 3,5 metri di profondità, avere circa 5 centimetri di diametro ed estendersi fino a 15 metri di lunghezza. Poiché la pianta rigenera ogni primavera dal rizoma, Pteridium aquilinum tende a formare dense colonie di fronde geneticamente identiche.

Queste colonie possono raggiungere età sorprendenti: fino a 650 anni, con singoli rizomi che vivono fino a 72 anni. Una colonia studiata a Raakkyla, in Carelia settentrionale finlandese, misurava 489 metri di diametro e, in base al tasso di crescita stimato, avrebbe superato i 1.400 anni di età.

Distribuzione e Habitat

Pteridium aquilinum è nativa di Europa, Asia orientale e Nord America, ma oggi presenta una distribuzione quasi cosmopolita. Nelle Americhe si trova in tutti gli Stati Uniti continentali e nelle province canadesi di Ontario, Quebec e Terranova, con un areale che si estende a nord fino all'Alaska meridionale e a sud fino al Messico settentrionale e alle Grandi Antille caraibiche.

La specie cresce in pascoli, boschi decidui e di conifere, e su versanti collinari, preferendo suoli acidi. È una pianta adattabile, capace di colonizzare rapidamente aree disturbate, e può comportarsi in modo aggressivo anche in territori dove è nativa: in Inghilterra, ad esempio, ha invaso le brughiere di Calluna vulgaris nelle North Yorkshire Moors. In Irlanda si trova in boschi aperti e pascoli sabbiosi.

Le osservazioni raccolte mostrano un picco marcato nei mesi centrali dell'anno, un andamento compatibile con la stagione di crescita e sviluppo delle fronde piuttosto che con variazioni della popolazione reale.

Mappa delle segnalazioni registrate di Pteridium aquilinum
Dove è stata segnalata · GBIF
156.185
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Riproduzione e Ciclo Vitale

La riproduzione di Pteridium aquilinum avviene tramite spore, prodotte in sori situati sulla pagina inferiore della fronda. Questi sori si dispongono in sottili bande di colore bruno lungo il margine delle fronde.

La formazione delle spore avviene nei mesi di luglio, agosto e settembre, corrispondenti al periodo estivo e all'inizio dell'autunno nell'emisfero settentrionale. È proprio l'estrema leggerezza di queste spore ad aver favorito la diffusione della specie su scala quasi mondiale, permettendole di colonizzare territori lontani dal suo areale originario.

Usi e Rapporto con l’Uomo

Pteridium aquilinum ha una lunga storia di utilizzo umano, nonostante la sua tossicità documentata. Nella medicina tradizionale finlandese la pianta è stata impiegata in diversi modi: una polvere ottenuta dalle radici veniva usata per allontanare le larve, mentre un decotto della pianta serviva a trattare problemi di stomaco, gotta e dolori articolari. Le foglie erano usate come imbottitura per i materassi, credendo che alleviassero i dolori reumatici e tenessero lontani i parassiti.

Anche presso il popolo Ohlone, in California, la pianta aveva molteplici usi: le radici venivano impiegate in decotti o impacchi applicati sul cuoio capelluto per favorire la crescita dei capelli, mentre le fronde servivano come ombrelli, materiale per coprire i tetti delle abitazioni, e per rivestire fosse di lisciviazione delle ghiande e forni scavati nella terra. Le radici trovavano impiego anche nella cesteria.

Curiosità

  1. Le fronde di una singola colonia sono geneticamente identiche, poiché rigenerano ogni anno dallo stesso rizoma sotterraneo condiviso.
  2. Pteridium aquilinum è ritenuta una delle piante infestanti più diffuse al mondo, presente su ogni continente abitabile.
  3. La sua vasta variabilità morfologica ha portato nel tempo a numerosi tentativi di suddividerla in specie separate, un dibattito taxonomico ancora aperto tra gli studiosi.

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by Andrew Lai via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Abby Hyde via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Harrison Cole via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Roberto Daniel Avila via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by zebedeugalinha via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Joshua Ebright via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jose Gutierrez Higa via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Nick Kleinschmidt via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Sabarni Sarker via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Classificazione

Phylum
Tracheophyta
Classe
Polypodiopsida
Ordine
Polypodiales
Famiglia
Dennstaedtiaceae
Genere
Pteridium
Specie
Pteridium aquilinum

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract