Con appena , il martin pescatore (Alcedo atthis) è uno dei più piccoli uccelli dei corsi d'acqua europei. Appartiene alla famiglia degli Alcedinidae ed è diffuso in gran parte dell'Eurasia e del Nord Africa.
La specie comprende sette sottospecie, distinte soprattutto per la tonalità del dorso e l'intensità del colore rossiccio del ventre. In gran parte del suo areale è stanziale, mentre abbandona le zone in cui i fiumi gelano in inverno. La sua stato di conservazione è classificato come a rischio minimo dalla IUCN.
Chi osserva il martin pescatore scopre un predatore specializzato, legato alla qualità dell'acqua e capace di vivere per molti anni nonostante la vita breve di gran parte dei giovani.
Identificazione e Aspetto
Il segno più utile per riconoscerlo è il lampo azzurro elettrico che mostra sul dorso quando vola via. Il volo è veloce e diretto, di solito basso sull'acqua, con ali corte e arrotondate che battono rapidamente.
La forma del corpo è tozza, con coda corta, testa grande e becco lungo. Il maschio della sottospecie dell'Europa occidentale ha il dorso verde-azzurro, con una zona azzurra più chiara sul dorso e sul groppone. Presenta una macchia rossiccia alla base del becco e una sul padiglione auricolare, una striscia del collo verde-azzurra e una gola bianca. Le parti inferiori sono rossicce, il becco è nero con una base rossa e le zampe sono di un rosso vivo. La lunghezza è di circa 16 cm, l'apertura alare di circa 25 cm e il peso varia tra 34 e 46 grammi.
La femmina è molto simile al maschio, ma la mandibola inferiore è di colore rosso-arancio con punta nera. Il giovane somiglia all'adulto, ma ha il dorso più spento e verdastro e le parti inferiori più chiare. Il suo becco è nero e anche le zampe sono inizialmente nere. Le piume vengono sostituite gradualmente tra luglio e novembre, e il ricambio delle penne del volo richiede da 90 a 100 giorni.
Nel Nord Africa, in Europa e in Asia a nord dell'Himalaya è l'unico piccolo martin pescatore azzurro. Nel sud e sud-est asiatico può essere confuso con altre sei specie di martin pescatori azzurri e rossicci, ma le macchie rossicce sul padiglione auricolare lo distinguono da tutte tranne che dai giovani del martin pescatore dalle orecchie azzurre. In alcune aree dove convivono, può essere necessario osservare il disegno della testa.
Distribuzione e Habitat
Il martin pescatore è diffuso in Europa, Asia e Nord Africa, soprattutto a sud del 60° parallelo nord. Nella maggior parte dell'areale eurasiatico è una specie nidificante comune, mentre in Nord Africa è prevalentemente svernante. Sulle coste del Marocco e della Tunisia nidifica in modo scarso ma stabile.
Nelle regioni temperate frequenta corsi d'acqua limpidi e a lento scorrere, oltre a laghi con rive ricche di vegetazione. Preferisce arbusti e cespugli con rami sporgenti sull'acqua bassa e aperta, dove può cacciare. In inverno si sposta più spesso sulla costa, nei estuari, nei porti e lungo le coste rocciose. Nelle zone tropicali vive lungo fiumi a lento scorrere, nei canali tra le mangrovie e nelle paludi, come in Bangladesh.
La specie è stanziale dove il clima resta mite tutto l'anno, ma nelle regioni con gelate prolungate deve migrare dopo la stagione riproduttiva. Gran parte degli individui sverna nella parte meridionale dell'areale riproduttivo, mentre alcuni piccoli gruppi attraversano il Mediterraneo verso l'Africa o raggiungono il Sud-est asiatico attraverso le montagne della Malesia. Le migrazioni avvengono soprattutto di notte, e alcuni individui siberiani percorrono almeno 3.000 km tra i siti di riproduzione e le aree di svernamento.

Comportamento e Stile di Vita
Il martin pescatore è molto territoriale, come tutti i martin pescatori. Deve mangiare circa il 60% del proprio peso ogni giorno, e per questo ha bisogno di controllare un tratto di corso d'acqua adatto alla pesca. Difende l'area anche dai partner e dai figli.
Per la maggior parte dell'anno vive da solo e dorme in fitta vegetazione vicino al punto di caccia preferito. Quando un altro martin pescatore entra nel suo territorio, i due uccelli si posano su posatoi lontani tra loro e si mostrano con il becco e il piumaggio. Occasionalmente si verificano scontri, in cui un uccello afferra il becco dell'altro e cerca di tenerlo sott'acqua.
I giovani nei primi giorni sono i più esposti. Durante le prime immersioni, circa quattro giorni dopo l'uscita dal nido, un giovane può inzupparsi e annegare. Molti non hanno ancora imparato a pescare quando vengono allontanati dal territorio dei genitori, e solo circa la metà sopravvive più di una o due settimane. Le gelate severe e le piene estive possono distruggere i nidi o rendere difficile la pesca, causando la morte per fame dei piccoli.
Solo un quarto dei giovani sopravvive fino alla riproduzione dell'anno successivo, e anche tra gli adulti solo un quarto sopravvive da una stagione riproduttiva alla successiva. Pochissimi individui vivono più di una stagione riproduttiva. Il martin pescatore può vivere fino a .
Comunicazione
Il martin pescatore non ha un vero canto. Il richiamo di volo è un fischio breve e acuto, ripetuto due o tre volte, mentre gli uccelli agitati emettono un suono aspro, simile a «shrit-it-it». I pulcini nel nido chiedono cibo con un trillo basso e vibrante.
Durante il corteggiamento il maschio emette un fischio forte e insegue la femmina tra gli alberi, sopra e attraverso la vegetazione. Questa rincorsa accompagna la formazione della coppia e serve a farsi riconoscere.
La vista è molto sviluppata e permette di ridurre il riflesso della luce sull'acqua grazie alla capacità di polarizzare la luce. Il martin pescatore impara anche a compensare la rifrazione, cosa che lo rende più preciso nella cattura delle prede. Durante la picchiata una membrana copre gli occhi, e l'uccello si affida solo al tatto per sapere quando chiudere le mandibole.
Caccia e Dieta
Il martin pescatore caccia da un posatoio sopra l'acqua, che può trovarsi da pochi centimetri a diversi metri di altezza. Quando individua una preda, si tuffa in acqua, la afferra e torna in volo. Se non ha posatoi disponibili, può fermarsi a volo stazionario sopra l'acqua per cercare le prede.
Dopo aver catturato un pesce lo tiene per la coda e lo sbatte contro il posatoio. Questo gesto stordisce o uccide la preda, ed è particolarmente importante con i pesci dotati di spine. Dopo aver mangiato rigurgita un boccone di ossa non digeribili.
La parte principale della dieta è costituita da piccoli pesci, che rappresentano circa il 60-67% del cibo. Nella sua alimentazione compaiono anche piccoli invertebrati acquatici, come i crostacei anfipodi, che costituiscono dal 5 al 33% della dieta. In inverno può catturare anche granchi e altri piccoli animali marini.
Nidificazione e Riproduzione
La stagione riproduttiva va da aprile a ottobre, e durante questo periodo il maschio e la femmina si separano dalla vita solitaria. All'inizio della stagione il maschio insegue la femmina tra gli alberi emettendo un fischio forte. Ogni anno la coppia può cambiare partner, e il sistema di accoppiamento è monogamo.
Verso la metà di marzo inizia la costruzione del nido. Maschio e femmina scavano insieme una galleria in una riva ripida lungo un corso d'acqua. Il tunnel, lungo circa 60-90 cm, è quasi rettilineo, scende leggermente e termina con una camera allargata. Il nido non ha rivestimento, ma si riempie presto di resti di pesce e di boli. La distanza dal livello dell'acqua varia da 0,5 a 37 metri.
La femmina depone di solito da sei a sette uova, ma il numero può arrivare a dieci, e nella stagione si succedono due o tre covate. Le uova sono di colore bianco lucido. Entrambi i genitori covano di giorno, mentre di notte cova solo la femmina, per 19-21 giorni. Il tasso di schiusa è inferiore al totale perché una o due uova della covata spesso non si schiudono.
I piccoli nascono inetti e restano nel nido per altri 23-27 giorni. Entrambi i genitori li nutrono, ma la femmina svolge la maggior parte del lavoro. Un genitore caccia e torna con un pesce di misura adatta ai piccoli, che viene tenuto per la coda per permettere loro di ingoiarlo a testa in avanti. Quando sono in grado di farlo, i giovani aspettano impazienti all'apertura della galleria. Una volta fuori dal nido, i giovani restano dipendenti dai genitori per qualche tempo.
Popolazione e Ruolo Ecologico
Il martin pescatore è un buon indicatore dello stato di salute degli ecosistemi d'acqua dolce. Poiché si nutre di piccoli animali acquatici, risente gravemente delle sostanze tossiche presenti nell'acqua. Una popolazione forte indica di solito un ambiente sano.
Nei corsi d'acqua di gran parte del suo areale è un importante predatore di piccoli pesci. La sua presenza contribuisce quindi a mantenere l'equilibrio delle comunità di pesci e di invertebrati nelle acque dolci.
Conservazione e Minacce
Il martin pescatore è classificato come a rischio minimo dalla IUCN, cioè non minacciato a livello globale. L'areale stimato supera i 10.000.000 km², e in Europa vivono circa 160.000-320.000 individui. Le popolazioni sembrano stabili, quindi non si avvicinano alle soglie di declino previste dalla IUCN.
Le popolazioni possono oscillare molto da un anno all'altro, soprattutto a causa delle gelate severe. In un censimento in Belgio, dopo un inverno rigido erano rimaste solo 8 coppie, che cinque anni dopo erano salite a 45 e l'anno seguente erano scese a 25.
Le minacce principali sono le gelate prolungate, le piene estive che distruggono i nidi e l'inquinamento dei fiumi da prodotti industriali e agricoli, che lo escludono da tratti altrimenti adatti. Pesano anche i gatti, i ratti, le collisioni con veicoli e vetrate e il disturbo umano ai nidi, compresi i lavori con macchinari pesanti sulle rive. In passato la specie fu uccisa per essere imbalsamata e usata nella produzione di cappelli, e i pescatori la perseguitavano per le penne da usare nelle mosche artificiali, pratiche oggi quasi scomparse.
Significato Culturale
Il nome del genere, Alcedo, deriva dal latino ed è legato alla mitologia greca. Secondo la leggenda, Alcione, figlia di Eolo, re dei venti, si trasformò in martin pescatore dopo la morte in mare del marito Ceice. Da questo mito deriva l'espressione «giorni alcionii», che indica periodi di calma e tranquillità.
In molte culture il martin pescatore è associato alla bellezza e al simbolismo. Nella mitologia è legato alla pace e alla tranquillità, spesso raffigurato accanto alle acque calme. Gli studiosi del genere Alcedo ne osservano anche le tecniche di caccia.
La Banca centrale europea ha scelto il martin pescatore in una cascata o su una pozza come possibile motivo frontale della banconota da 10 euro, nell'ambito della revisione prevista per gli anni Venti del Duemila.
Curiosità
- In Inghilterra si diffuse la credenza che un martin pescatore appeso a un filo avrebbe girato su se stesso indicando la direzione del vento. Lo raccontò il naturalista William Yarrell.
- Il martin pescatore è un predatore in cima alla catena alimentare dell'acqua dolce, per questo accumula nel corpo le sostanze tossiche presenti nei pesci che mangia.
Foto
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Ecologia e classificazione
Comportamento
- Predatore
- Solitario
- Territoriale
- Diurno
Dieta
- Piscivoro
Classificazione
- Phylum
- Chordata
- Classe
- Aves
- Ordine
- Coraciiformes
- Famiglia
- Alcedinidae
- Genere
- Alcedo
- Specie
- Alcedo atthis
Fonti
- GBIF Species names and classification
- iNaturalist Photos
- Wikidata Common names and conservation status
- Wikipedia Summary extract
- Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits
- Animal Diversity Web Animal habitat, behavior and diet
- AnAge Longevity



