Il primo tratto che colpisce è il modo in cui l'allocco difende il proprio territorio: i giovani che non ne trovano uno libero in autunno spesso muoiono di fame. L'allocco (Strix aluco) è un rapace notturno della famiglia degli Strigidi, tozzo e di taglia media, diffuso soprattutto nei boschi temperati dell'Europa fino alla Siberia occidentale.
La specie non è migratoria. Vive in boschi di latifoglie o misti, ma frequenta anche filari, parchi, cimiteri, campagne alberate e giardini, fino ai centri urbani. Secondo la IUCN la specie è a minor rischio.
L'allocco merita attenzione perché unisce una grande adattabilità a un comportamento territoriale molto rigido, che ne regola la vita di ogni giorno e il destino dei giovani.
Identificazione e Aspetto
Il tratto più utile per riconoscerlo è la testa grande e rotonda, priva di ciuffi auricolari, con un disco facciale di solito poco contrastato intorno agli occhi bruno scuri. L'allocco è un uccello robusto, lungo 37–46 cm, con un'apertura alare di 81–105 cm. Il peso è di in media, con un intervallo che va da 385 a 800 g.
Il piumaggio varia tra due forme: una tende al bruno rossiccio, l'altra al grigio bruno, e non mancano individui intermedi. Le parti inferiori sono biancastre con striature brune in entrambe. La forma e le ali larghe e arrotondate lo separano dai gufi più grandi d'Europa, come il gufo reale, che però è molto più grande.
Le femmine sono sensibilmente più grandi dei maschi: sono circa il 5% più lunghe e oltre il 25% più pesanti. Gli occhi sono frontali e grandi, con un campo visivo sovrapposto del 50–70%, che offre una visione binoculare migliore di quella dei rapaci diurni.
Distribuzione e Habitat
L'allocco occupa una fascia discontinua di Europa temperata, dalla Gran Bretagna e dalla penisola iberica fino alla Siberia occidentale. Manca in Irlanda, dove probabilmente la presenza del gufo comune ne limita la diffusione, ed è solo un raro visitatore delle Baleari e delle Canarie. Nell'Himalaya e nell'Asia orientale è sostituito dall'allocco himalayano (Strix nivicolum).
Predilige boschi decidui e misti, talvolta anche pinete mature, sempre con accesso all'acqua. Cimiteri, giardini e parchi gli hanno permesso di espandersi nelle aree urbane, compresa Londra centrale. Nelle zone urbane evita i siti con rumore notturno elevato.
Nelle parti più fredde del suo areale è soprattutto un uccello di pianura, ma nidifica fino a 550 m in Scozia, 1.600 m nelle Alpi, 2.350 m in Turchia e fino a 2.800 m in Myanmar. In inverno può rifugiarsi in edifici abbandonati e in cavità rocciose.
L'areale complessivo supera i 10 milioni di km² e la specie è segnalata con maggiore frequenza nei mesi da gennaio ad aprile, con un picco tra marzo e aprile.

Comportamento e Stile di Vita
L'allocco è principalmente notturno, ma può essere attivo anche di giorno, soprattutto quando deve nutrire i piccoli. Durante il giorno resta immobile su un ramo vicino al tronco, spesso ben nascosto. Si muove tra gli alberi del bosco con battiti d'ala rapidi e grande agilità, mentre in spazi aperti vola planando o sostando in volo con le ali spiegate.
La specie è molto territoriale. Il territorio medio è di circa 0,7 km², ma varia da 0,12 a 1 km² a seconda dell'habitat e della disponibilità di prede. In Norvegia, dove le prede sono scarse, i territori sono molto più estesi.
I confini si difendono con richiami acuti, minacce e, a volte, scontri in volo. Durante l'inverno il territorio viene mantenuto e sorvegliato, e a partire da agosto i giovani sono costretti ad allontanarsi e cercarne uno libero.
Comunicazione
L'allocco è un uccello molto vocale. Il richiamo più noto è un «ke-WICK» ripetuto con tono acuto; variazioni più minacciose servono da allarme o per esprimere aggressività. Il canto del maschio è lamentoso e simile a un fischio di ocarina: inizia con una nota lunga che scende di tono, seguita da una breve pausa, da una serie di note rapide e tremolanti e da un'altra nota discendente.
La femmina emette una versione più roca e lamentosa dello stesso canto. Il richiamo di accoppiamento, un trillo ripetuto simile a quello di uno xilofono, è usato da entrambi i sessi. I piccoli chiedono cibo con un sibilo breve e acuto.
L'udito è il senso più importante per cacciare nel buio. Le due aperture auricolari sono asimmetriche e l'orecchio sinistro è più alto e rivolto verso il basso, così da captare i suoni che arrivano da sotto.
Caccia e Dieta
L'allocco caccia soprattutto al crepuscolo e all'alba, osservando da un posatoio e poi lanciandosi in volo planato silenzioso. Afferra la preda sul terreno, stendendo le ali per coprirla e uccidendola con le zampe e gli artigli. Talvolta colpisce anche alla base del collo con il becco. Per stanare piccoli uccelli nascosti può battere le ali, poi li insegue in volo.
Le prede principali sono roditori del bosco, altri piccoli mammiferi, anfibi, uccelli, coleotteri e lombrichi. Nelle aree urbane gli uccelli pesano di più nella dieta, con anatre selvatiche e gabbiani tridattili tra le prede.
I resti non digeribili, come pelo e ossa, vengono rigurgitati sotto forma di borre grigie, che si trovano spesso sotto gli alberi di nidificazione.
Nidificazione e Riproduzione
La stagione riproduttiva va da gennaio a luglio. Dopo l'inverno, con i territori ormai fissati, la coppia inizia il corteggiamento legato al futuro sito di nidificazione. Il maschio si avvicina alla femmina sul ramo, dondolandosi, sbatte le ali e gonfia le piume. La femmina risponde con urla e gonfiando il piumaggio.
Il nido è di solito una cavità di albero, ma può essere un nido abbandonato di altri uccelli, un nido di scoiattolo, una cavità in edifici o una cassetta nido artificiale. Nel sud dell'areale la deposizione inizia a febbraio, mentre nel nord a metà marzo. Le uova sono da una a nove, di solito due o tre. Sono bianche e lucide, misurano 48 × 39 mm e pesano 39 g.
La femmina cova per circa 30 giorni e alleva i piccoli, che nascono nudi e dipendenti. Lo sviluppo fino all'involo richiede altri 35–39 giorni. Anche dopo l'involo i giovani dipendono dai genitori per 2–3 mesi.
La longevità massima nota è di , spesso raggiunta in cattività.
Popolazione e Ruolo Ecologico
La popolazione europea è stimata tra 970.000 e 2 milioni di individui. Le tendenze non sono state quantificate con precisione, ma i dati indicano un aumento complessivo. La specie è in espansione in Belgio, nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Ucraina, mentre cala in Finlandia, Estonia, Italia e Albania.
Nel suo ecosistema l'allocco è un predatore molto efficace in tutti gli habitat che occupa. Le specie di gufi più piccole non possono convivere con lui, perché le preda e compete per il cibo. Nelle città può anche sostituire il barbagianni nei nidi degli edifici.
Gli allocchi ospitano parassiti del sangue, tra cui Leucocytozoon, Haemoproteus e Trypanosoma, che riducono la forma fisica degli individui. Il morfo rossiccio ne è più colpito, per la maggiore esposizione dovuta all'habitat aperto.
Conservazione e Minacce
Secondo la IUCN la specie è a minor rischio e le sue popolazioni sono stabili. È considerata molto adattabile e localmente molto comune. Nel Regno Unito figura nella lista ambra dei rapaci che destano preoccupazione (RSPB Amber List). È inserita nell'Appendice II della CITES, quindi il commercio internazionale, anche di parti e derivati, è regolamentato.
Le minacce principali includono i predatori, come l'aquila reale, i grandi rapaci, il martora, che saccheggia i nidi nelle cassette artificiali, e la predazione dei giovani da parte dei mammiferi, soprattutto della volpe rossa. In un'indagine danese i giovani morti tra l'involo e l'indipendenza erano il 36%, con un rischio che saliva dal 14% ad aprile a oltre il 58% a giugno.
La malaria aviaria è in aumento: la sua incidenza è triplicata negli ultimi 70 anni, in parallelo con l'aumento delle temperature globali. Nel 2010 la malattia colpiva il 60% degli allocchi britannici, contro il 2–3% del 1996.
Significato Culturale
Nella mitologia romana lo strix era un uccello mostruoso o un fantasma legato al dolore e all'arte oscura, capace di trasformarsi in donna e tornare uccello. Già nella mitologia greca era considerato un uccello di cattivo auspicio, messaggero di guerra e discordia, mentre i Romani lo associavano alla morte e alla distruzione. Plinio ricordava che lo strix era usato nelle maledizioni.
Nel mondo moderno l'allocco è stato talvolta letto come simbolo di saggezza e conoscenza. Il suo grido è stato per secoli considerato un presagio di sventura. Shakespeare lo cita nel Giulio Cesare come segno di cattivo presagio, e John Ruskin afferma di aver trovato sempre il suo grido premonitore di guai.
William Wordsworth descrive nella poesia There Was a Boy la tecnica per richiamare un gufo imitandone il verso.
Curiosità
- Il nome del genere Strix deriva dal mondo mitologico greco e romano, ma la specie oggi è inquadrata nella sistematica moderna come un normale rapace notturno.
- La femmina è più grande del maschio, e questa differenza di taglia caratterizza la sua biologia e la sua caccia.
Foto
Fotografie da by luluchouette via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by ciaranrowett via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Eddie via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Hayley Fulker via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Chris Taklis via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by bradwilliamswp via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Felix Früchtl via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Holly Hodges via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Stephen M. via iNaturalist, licensed under CC BY-SA 4.0., con il credito su ciascuna foto.
Ecologia e classificazione
Classificazione
- Phylum
- Chordata
- Classe
- Aves
- Ordine
- Strigiformes
- Famiglia
- Strigidae
- Genere
- Strix
- Specie
- Strix aluco
Fonti
- GBIF Species names and classification
- iNaturalist Photos
- Wikidata Common names and conservation status
- Wikipedia Summary extract
- Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits
- Animal Diversity Web Animal habitat, behavior and diet
- AnAge Longevity



