In meno di trent'anni, la popolazione di Bombus affinis è scomparsa dall'87% del suo areale storico, un collasso che ha pochi paragoni tra gli insetti impollinatori del Nord America. Questo bombo, oggi ridotto a poche popolazioni isolate tra Illinois, Iowa, Maryland e l'Ontario meridionale, era fino agli anni '80 una delle specie più comuni della regione dei Grandi Laghi.
Appartenente all'ordine degli Hymenoptera e alla famiglia degli Apidae, questo insetto eusociale vive tra le regioni orientali e centro-settentrionali degli Stati Uniti e il Canada meridionale. Classificato come "in pericolo critico" dalla IUCN, rappresenta oggi uno dei casi più studiati di declino improvviso di un impollinatore selvatico, e la sua sorte è diventata un indicatore della salute delle praterie e delle zone umide temperate del Nord America.
Identificazione e Aspetto
Il segno distintivo più utile per riconoscere le operaie e i maschi di Bombus affinis è la macchia color ruggine che copre la metà basale del secondo segmento addominale, ben visibile sopra il fondo giallo e nero tipico dei bombi. Le regine, invece, non presentano questa macchia: il loro addome resta prevalentemente nero, con solo i due segmenti basali privi di peli scuri.
Le dimensioni variano molto tra le caste. Le regine misurano 20-22 mm di lunghezza e 9-11 mm di larghezza, decisamente più grandi delle operaie, che raggiungono solo 10-16 mm di lunghezza e 6-9 mm di larghezza. I maschi si collocano in una via di mezzo, con una lunghezza di 13-17,5 mm, e si distinguono per alcuni peli chiari o color crema sulla testa e per un addome spesso giallo, talvolta striato di nero o con peli giallo pallido.
Sia le regine che le operaie hanno peli neri che coprono la testa, gran parte delle zampe e la parte inferiore dell'addome; le operaie mostrano inoltre una mescolanza di peli gialli e neri alla base delle ali, che forma una "V" riconoscibile. Un tratto comune a tutte le caste, indipendentemente dal sesso, è la lingua molto più corta rispetto a qualsiasi altra specie di bombo, un adattamento che condiziona anche le sue scelte alimentari.
Proprio per la corporatura robusta e pelosa, Bombus affinis viene spesso confuso con altre specie simili, come Bombus citrinus, Bombus griseocollis, Bombus perplexus e Bombus vagans: la presenza della macchia ruggine sul secondo segmento addominale resta il carattere più affidabile per distinguerlo.
Distribuzione e Habitat
Storicamente Bombus affinis occupava un areale vasto, dagli stati orientali e del medio-ovest degli Stati Uniti fino all'Ontario e al Quebec a nord, alla Georgia a sud e alle Dakota a ovest. Oggi le osservazioni confermate si concentrano in poche aree residue, tra cui l'Illinois, l'Iowa, il Maryland e alcune zone dell'Ontario meridionale; l'ultimo avvistamento confermato nel parco provinciale di Pinery, nella contea di Lambton, risale al 2009, nonostante le ricerche intensive condotte negli anni successivi.
La specie utilizza tre tipi di habitat distinti e vicini tra loro: aree per la nidificazione, zone di foraggiamento ricche di fiori e siti di svernamento per le regine. Nidifica sottoterra, spesso riutilizzando tane abbandonate di scoiattoli, marmotte o roditori della famiglia dei Muridae, fino a 1,2 metri di profondità, scegliendo cavità ben isolate e circondate da un'elevata diversità floreale entro un raggio di 10 km. Le regine svernanti si rifugiano invece in boschi, tra foglie marcescenti o tronchi caduti, spesso lungo il margine tra foreste e prati naturali.
L'andamento mensile delle osservazioni segnala una presenza quasi nulla in inverno e un picco netto tra luglio e agosto, con agosto che raccoglie il numero più alto di segnalazioni, seguito da un calo rapido in ottobre: questo pattern riflette la stagione di attività della colonia, non l'abbondanza reale della popolazione. Uno studio del 2019 condotto in Minnesota ha rilevato che, in molti siti attuali, il 75-100% del terreno circostante i nidi è ormai suolo urbanizzato, segno di quanto la specie si sia dovuta adattare a paesaggi antropizzati.
La perdita di habitat naturale continua anche oggi: la Bell Bowl Prairie, in Illinois, uno dei siti noti per la presenza della specie, è stata parzialmente distrutta nel marzo 2023 per l'ampliamento dell'aeroporto internazionale di Chicago Rockford.

Comportamento e Stile di Vita
Bombus affinis vive in colonie eusociali guidate da un'unica regina fondatrice, affiancata da numerose operaie e, più avanti nella stagione, da maschi e nuove regine. L'equilibrio sociale non è sempre pacifico: se la colonia cresce molto, alcune operaie possono iniziare a competere con la regina per il diritto di riprodursi, arrivando persino ad attaccarla mordendole zampe e corpo; se la regina muore, le operaie superstiti si affrontano tra loro a colpi di mandibole e zampe anteriori per stabilire una gerarchia riproduttiva.
L'attività di questi bombi è governata soprattutto dalla temperatura dell'aria. Sono attivi tipicamente dal 15 marzo al 10 ottobre, con una stagione più breve, dal 10 aprile al 10 ottobre, alle latitudini superiori ai 42°N. Il corpo folto e peloso permette loro di volare a temperature che scoraggerebbero altri impollinatori, restando attivi all'alba e al tramonto fino a 4°C nei mesi più freddi di marzo e ottobre, anche se evitano pioggia, nebbia e gelo.
Ogni colonia mantiene un raggio d'azione relativamente ristretto: le operaie foraggiano in media in un'area di circa 1 km² attorno al nido, anche se l'estensione complessiva del territorio di una colonia può arrivare a 10 km² a seconda della disponibilità di fiori nei dintorni.
Rispetto ad api mellifere, vespe o formiche, Bombus affinis è una specie decisamente docile: difende solo lo spazio immediato attorno al proprio nido, e soltanto quando viene disturbata da predatori o intrusi.
Comunicazione
Per orientarsi tra i fiori, Bombus affinis si affida principalmente alla vista: possiede cinque occhi, due grandi occhi composti formati da circa 6.000 unità ottiche e tre semplici ocelli, che gli permettono di percepire le lunghezze d'onda blu, verde e ultravioletta, ma non il rosso. Questa visione limitata al rosso spiega perché i bombi visitino più spesso fiori blu o violetti, spesso guidati da motivi ultravioletti sui petali che funzionano come segnali che indirizzano verso il polline e il nettare.
I segnali chimici giocano un ruolo altrettanto importante. I fiori rilasciano miscele di composti organici volatili che comunicano la qualità del nettare disponibile; un composto come il geraniolo, per esempio, stimola più operaie a lasciare il nido quando le risorse scarseggiano. All'interno della colonia, le operaie infertili producono composti specifici per segnalare la propria condizione ed evitare conflitti con la regina, mentre quest'ultima rilascia sostanze che, ad alte concentrazioni, inibiscono la riproduzione delle operaie.
Durante la stagione degli accoppiamenti, i maschi marcano percorsi di volo fissi con feromoni propri, tornando ripetutamente in punti di riferimento come grandi alberi o rocce, dove le regine vergini li attendono, a loro volta emettendo feromoni dalle ghiandole mandibolari. Questi bombi percepiscono anche i campi elettrici generati dal proprio corpo carico positivamente durante il volo, grazie a peli filiformi capaci di rilevare frequenze fino a 3,8 kHz, uno strumento sensoriale che affianca vista e olfatto nell'esplorazione dell'ambiente.
Dieta e Abitudini Alimentari
Bombus affinis si nutre esclusivamente di nettare e polline raccolti da fiori a corolla aperta e poco profonda, una scelta obbligata dalla lingua corta, lunga in media solo 5-6 mm, che gli impedisce di raggiungere il nettare custodito in fiori tubolari e stretti. Nonostante questo limite, è un impollinatore generalista che visita indifferentemente specie native e introdotte, tra cui campanule della Virginia (Mertensia virginica), aquilegie, monarde, solanacee, agastache, asclepiadi, meliloti, cardi, coreopsidi, dicentre, girasoli, salici e numerose Asteraceae e Fabaceae, da cui ricava circa il 12% del proprio polline e nettare.
Il nettare fornisce i carboidrati necessari all'energia quotidiana, mentre il polline è la fonte primaria di proteine, lipidi e steroli utili alla produzione di cera e ormoni: le colonie regolano attivamente il rapporto tra proteine e lipidi dei fiori visitati, privilegiando quelli con il profilo nutrizionale più adatto alle esigenze del momento, dato che la quantità di polline raccolto influisce direttamente sul numero di nuove regine che la colonia potrà produrre.
La stagione di foraggiamento è lunga rispetto a quella di altri bombi, da aprile a settembre, e comprende un'attività insolita al crepuscolo e all'alba, in condizioni di luce scarsa. In aprile le regine si nutrono da sole sui primi fiori effimeri di primavera entro un chilometro dal nido, spesso in ambiente boschivo, prima che nascano le prime operaie capaci di sostituirle nel foraggiamento.
Grazie a questa dieta ampia, Bombus affinis impollina anche numerose colture di interesse agricolo, tra cui pomodori, ribes, mirtilli e mirtilli rossi, peperoni, drupacee e zucche, rendendolo un impollinatore economicamente rilevante oltre che ecologicamente importante.
Riproduzione e Ciclo Vitale
Il ciclo riproduttivo di Bombus affinis segue un ritmo annuale scandito dalle stagioni. Le regine fecondate svernano da sole tra la fine dell'autunno e l'inizio della primavera; a marzo, quando le temperature si riscaldano, escono dalla diapausa, individuano un sito idoneo e costruiscono un nido, accumulando le prime riserve di polline e nettare prima di depositare la prima covata di uova fecondate con lo sperma conservato dall'accoppiamento dell'anno precedente.
Le uova si schiudono in circa due giorni; le larve restano nelle celle di cera nutrite di polline e nettare per circa due settimane, poi vengono sigillate per la pupazione, che dura altre due settimane. Lo sviluppo completo da uovo ad adulto richiede in media dalle 4 alle 6 settimane, con temperature ottimali comprese tra 29 e 32°C: al di sopra di questa soglia le larve possono morire, mentre temperature più basse allungano semplicemente i tempi di sviluppo.
La regina mantiene il monopolio riproduttivo fino a metà o fine estate, quando le colonie di successo possono contare diverse centinaia di individui; in questa fase inizia a depositare uova non fecondate destinate a diventare maschi, e alcune covate sviluppano nuove regine (ginee). Tra fine luglio e ottobre, maschi e ginee abbandonano il nido per accoppiarsi con individui di colonie diverse, dopo una danza di corteggiamento seguita da un volo copulatorio: i maschi muoiono poco dopo l'accoppiamento, mentre le nuove regine, uniche a superare l'inverno, immagazzinano lo sperma nelle spermateche ed entrano in diapausa fino alla primavera successiva.
Ogni regina depone in media 500 uova per stagione, con un intervallo che può variare da 50 a 1.000, e dedica circa cinque settimane di cure dirette solo alla prima covata: una volta che questa raggiunge la maturità e diventa operaia, la regina smette di occuparsi personalmente della prole, lasciando alle operaie il compito di allevare le covate successive.
Popolazione e Ruolo Ecologico
Oltre a nutrirsi di nettare e polline impollinando una grande varietà di piante selvatiche, Bombus affinis è a sua volta preda di ragni granchio come Misumena vatia e di vespe predatrici del genere Philanthus, occupando un ruolo intermedio nella rete trofica delle praterie temperate nordamericane.
Le sue colonie sono parassitate in modo specifico da Bombus bohemicus, un'ape parassita obbligata che non costruisce nidi propri: le femmine individuano i nidi di Bombus affinis localizzandone l'odore a distanza, si insinuano al loro interno convivendo con regina e operaie, e allevano la propria prole sfruttando il lavoro delle operaie ospiti. Bombus affinis non è del tutto passivo di fronte a questo parassitismo: sono stati osservati casi di consumo delle uova estranee, espulsione delle larve parassite e persino aggressioni letali contro le regine intruse di Bombus bohemicus.
La combinazione di declino rapido e ruolo ecologico multiplo, come impollinatore, preda e ospite di un parassita specializzato, rende Bombus affinis una specie la cui scomparsa avrebbe conseguenze a catena su piante, predatori e persino sulla stessa specie parassita che dipende esclusivamente da essa e da Bombus terricola per sopravvivere.
Conservazione e Minacce
La IUCN classifica Bombus affinis come "in pericolo critico", lo status più grave prima dell'estinzione in natura; negli Stati Uniti figura nella lista federale delle specie in pericolo e in quella dello stato del Michigan, mentre non riceve alcuna protezione speciale nell'ambito della convenzione CITES. Tra gli anni '90 e gli anni 2010 la specie ha subito un calo dell'abbondanza stimato al 92,54%, uno dei declini più rapidi documentati tra gli impollinatori nordamericani.
Le minacce principali derivano dall'espansione urbana e dalla frammentazione dell'habitat: nelle aree suburbane, la crescita delle superfici asfaltate e delle costruzioni è associata a una densità di nidi sempre più bassa. A questo si aggiungono le pratiche agricole, dal pascolo del bestiame che compatta il suolo e distrugge i siti di nidificazione, alle monocolture che non offrono fioriture continue da primavera ad autunno, fino all'uso di pesticidi che possono avvelenare le api durante il foraggiamento o contaminare le acque di falda vicine ai nidi.
Il cambiamento climatico aggiunge un ulteriore livello di rischio, aumentando siccità, inondazioni ed eventi termici estremi: i nidi sotterranei possono allagarsi, e lo spostamento del calendario delle gelate autunnali e primaverili rischia di far entrare o uscire le regine dalla diapausa nel momento sbagliato. In Ontario, dove la specie era comunissima fino agli anni '80, il Ministero delle Risorse Naturali ha avviato un progetto di recupero centrato sul parco provinciale di Pinery, ultimo sito di avvistamento confermato.
Stato di conservazione
- LC
- NT
- VU
- EN
- CR
In pericolo critico
Significato Culturale
Il valore di Bombus affinis per le comunità umane è soprattutto economico: come impollinatore generalista, contribuisce alla fruttificazione di numerose colture commerciali, dai pomodori ai mirtilli, dai peperoni alle drupacee e alle zucche, offrendo un servizio di impollinazione che si estende ben oltre le piante native da cui la specie dipende per la propria sopravvivenza.
La sua importanza non si limita all'agricoltura: essendo la prima ape selvatica inserita nella lista federale delle specie in pericolo negli Stati Uniti continentali, è diventata un riferimento nei programmi di sensibilizzazione sulla tutela degli impollinatori nordamericani, un ruolo che va oltre il semplice valore produttivo legato alle colture che visita.
Curiosità
- Un nido di Bombus affinis è stato trovato una volta all'interno di una vecchia poltrona abbandonata all'aperto, al posto della consueta tana sotterranea.
- Grazie a peli filiformi sensibili ai campi elettrici, questi bombi percepiscono forma e dimensione degli oggetti fermi rilevando frequenze fino a 3,8 kHz, senza bisogno di toccarli.
- Possiedono cinque occhi in totale, due composti e tre semplici ocelli, e vedono l'ultravioletto ma non il rosso, il che orienta le loro preferenze verso i fiori blu e violacei.
- In media una regina vive circa 77 giorni, un periodo breve durante il quale deve fondare una colonia, deporre centinaia di uova e garantirne la sopravvivenza fino all'autunno.
- Le colonie intere durano solo 4-5 mesi all'anno: nascono in primavera con la regina solitaria e si estinguono completamente con l'arrivo dell'inverno, tranne le nuove regine che sopravvivono in diapausa.
- Fino agli anni '80 era una delle specie di bombo più comuni nell'Ontario meridionale; oggi l'ultimo avvistamento confermato nella regione risale al 2009, nel parco provinciale di Pinery.
- È ospite esclusivo, insieme a Bombus terricola, del bombo parassita Bombus bohemicus, che individua i suoi nidi seguendo tracce olfattive senza mai averli toccati prima.
Ecologia
Habitat
- Zona umida
- Foresta
- Prateria
- Urbano
Comportamento
- Ibernante
- Territoriale
- Sociale
- Diurno
Dieta
- Nettarivoro
Foto
FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipediaEncyclopedia of LifeAnimal Diversity Web


