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Cladonia rangiferina

Cladonia rangiferina

Nessun nome comune registrato

Ciuffi grigio-verdastri di lichene fruticoso molto ramificato che formano un tappeto basso su suolo e rocciaFoto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

In breve

Noto per
ForestaBoscaglia/arbustetoMontagnaTundra
Classificazione
Phylum
Ascomycota
Classe
Lecanoromycetes
Ordine
Lecanorales
Famiglia
Cladoniaceae
Genere
Cladonia
Specie
Cladonia rangiferina

Cladonia rangiferina sopravvive a condizioni che ucciderebbero quasi ogni altro organismo: tollera il gelo estremo, la disidratazione totale, le radiazioni UV e un'elevata salinità, mantenendo intatta la propria attività cellulare.

Conosciuto come lichene delle renne, si tratta di un organismo appartenente al regno dei Fungi, della famiglia Cladoniaceae, che cresce sia in climi caldi che freddi, prediligendo ambienti aperti e ben drenati. È diffuso soprattutto nella tundra alpina, dove il suo aspetto grigiastro e la struttura arbustiva lo rendono facilmente riconoscibile sul terreno.

Dietro il suo aspetto modesto si cela un organismo composito, frutto della simbiosi tra un fungo e un'alga, capace di resistere a estremi climatici e di sostenere intere catene alimentari nelle regioni più inospitali del pianeta.

Corpo Fruttifero e Identificazione

Il tratto distintivo di Cladonia rangiferina è il suo aspetto fruticoso, formato da rami sottili di 1-1,5 millimetri di diametro che si dividono ripetutamente in tre o quattro segmenti, più raramente in due. L'insieme dei rami forma tappeti estesi alti fino a 10 centimetri, di colore grigiastro, bianco-grigio o grigio-brunastro. L'angolo di ramificazione è più stretto rispetto a quello della specie simile Cladonia portentosa, un dettaglio utile per distinguerle sul campo.

A differenza di molti lecheni, questa specie non possiede una corteccia ben definita: i fotobionti, appartenenti alla specie Trebouxia irregularis, sono coperti solo da un sottile strato di ife lasse. Quando fertile, i rami terminali si dividono in piccoli grappoli a forma di ombrello, sotto i quali si sviluppano gli apoteci, spesso nascosti appena sotto la punta dei rami in crescita.

La crescita è estremamente lenta, tra 3 e 11 millimetri all'anno: un tappeto danneggiato da pascolo eccessivo, incendi o calpestio può richiedere decenni per ricostituirsi. Tra i composti chimici prodotti dal lichene figurano l'acido usnico e l'acido fumarprotocetrarico, insieme ad altre sostanze bioattive che mostrano una leggera attività inibitoria contro batteri come lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina.

Distribuzione e Habitat

Cladonia rangiferina domina il suolo delle foreste boreali di pino e dei siti alpini aperti, dalla taiga alla tundra, colonizzando umus o suolo sovrastante roccia. In Nepal è stata segnalata tra 3.400 e 4.500 metri di quota, ben oltre il limite della vegetazione arborea usato come riferimento in quello studio.

È particolarmente rappresentativa delle foreste boreali del Canada, ma la sua notevole tolleranza al gelo, alla disidratazione e alle forti escursioni di salinità le permette di colonizzare ambienti aperti e ben drenati sia in climi freddi che caldi.

I dati di osservazione mensile mostrano un picco marcato tra giugno e agosto, con un massimo a luglio, seguito da un calo netto nei mesi invernali. Questo andamento riflette probabilmente una maggiore facilità di osservazione e raccolta dati durante la stagione estiva, più che un cambiamento nell'effettiva presenza del lichene, che come organismo perenne rimane sul terreno tutto l'anno.

Mappa delle segnalazioni registrate di Cladonia rangiferina
Dove è stata segnalata · GBIF
8945
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Ecologia e Relazioni

La fertilità di Cladonia rangiferina varia molto in base al microclima: nei siti umidi con buona disponibilità d'acqua e aria satura si sviluppano numerosi apoteci e podezi più alti, fino a circa 12 centimetri, mentre nei luoghi più secchi i talli fertili sono più rari e i podezi restano corti, tra 4 e 6 centimetri. Uno studio finlandese ha misurato una crescita annuale tra 3,9 e 4,4 millimetri, più rapida nelle foreste giovani, con meno di 60 anni, e più lenta nelle foreste vecchie e diradate, oltre i 180 anni.

Come componente dominante del suolo nelle foreste boreali e nella tundra, questo lichene forma tappeti estesi che ricoprono humus e roccia, contribuendo a stabilizzare il terreno negli ambienti più esposti.

È inoltre ospite di funghi lichenicoli specializzati, tra cui Lichenopeltella rangiferinae — che porta il suo stesso nome — oltre a Lichenoconium pyxidatae e Lichenopeltella uncialicola, organismi che vivono a sue spese all'interno del tallo.

Usi e Storia Culturale

Il lichene delle renne è commestibile, anche se dalla consistenza croccante e amara: alcune tradizioni lo trattano con cenere di legno per eliminarne l'amarezza, prima di aggiungerlo al latte o ad altri piatti; è anche una fonte di vitamina D. Gli Inland Dena'ina lo consumavano frantumandolo secco e poi facendolo bollire o ammorbidire in acqua calda, preferibilmente mescolato a bacche, uova di pesce o grasso, e ne bevevano il decotto come rimedio tradizionale contro la diarrea. Presso i Monpa, nelle regioni alpine del distretto di West Kameng nell'Himalaya orientale, viene usato come rimedio tradizionale per l'eliminazione dei calcoli renali.

Al di fuori dell'alimentazione, il lichene trova impiego nella produzione di acquavite, come elemento decorativo nelle vetrate e, nel modellismo ferroviario, per riprodurre arbusti e alberi in miniatura.

Uno studio del 2017 ha documentato la sua capacità di colonizzare suoli bruciati già due anni dopo un incendio nel nord della Svezia, suggerendo che il ripristino artificiale del lichene potrebbe essere una strategia utile per la rigenerazione dei pascoli di renne.

Conservazione e Minacce

In alcune parti del suo areale Cladonia rangiferina è considerato a rischio: nel ducato britannico della Cornovaglia è protetto dal Piano d'Azione per la Biodiversità del Regno Unito, un riconoscimento che segnala una vulnerabilità locale piuttosto che uno stato di minaccia globale.

La crescita estremamente lenta della specie, tra 3 e 11 millimetri all'anno, rende le popolazioni particolarmente fragili di fronte a disturbi come il pascolo eccessivo, gli incendi e il calpestio: una volta danneggiati, i tappeti di lichene possono richiedere decenni per ricostituirsi.

Curiosità

  1. Il lichene delle renne è in realtà un'associazione simbiotica tra un fungo e un'alga (Trebouxia irregularis): in laboratorio i due partner sono stati isolati, coltivati separatamente e poi riuniti per osservare il processo di lichenizzazione.
  2. Contiene acido usnico, un composto secondario tipico dei licheni, insieme a decine di altre sostanze bioattive isolate da questa specie.
  3. In alcune comunità artiche il lichene, chiamato colloquialmente "muschio delle renne", è diventato un simbolo di resilienza e sussistenza, legato ai ritmi stagionali della pastorizia.

Ecologia

Habitat

  • Foresta
  • Boscaglia/arbusteto
  • Montagna
  • Tundra

Foto

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Ciuffi grigio-verdastri di lichene fruticoso molto ramificato che formano un tappeto basso su suolo e rocciaFoto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipedia