Il pomodoro è un frutto che il mondo intero mangia come verdura: la sua bacca succosa è alla base di innumerevoli cucine, eppure appartiene alla stessa famiglia botanica del tabacco, della patata e del peperoncino, la famiglia delle Solanacee.
Appartiene alla classe delle Magnoliopsida, all'ordine delle Solanales, ed è oggi coltivato praticamente ovunque il clima lo consenta. La sua storia, tra sospetti iniziali e successo planetario, lo rende una delle piante più familiari e al tempo stesso più curiose dell'orto.
Identificazione e Aspetto
Il tratto più riconoscibile del pomodoro è la sua abitudine di crescita a vite, che tende a diventare decombente e può raggiungere i 3 metri di lunghezza, mentre le varietà a cespuglio restano generalmente sotto il metro. Si tratta di una pianta perenne delicata, coltivata di norma come annuale, con fusti che si ramificano a partire da una gemma terminale: quando questa smette di crescere, per potatura o fioritura, le gemme laterali prendono il sopravvento generando nuovi rami pienamente funzionali.
I fusti e le foglie sono densamente pubescenti, ricoperti di piccoli peli ghiandolari che, a contatto con terreno umido, possono trasformarsi in radici. Le foglie misurano dai 10 ai 25 centimetri, sono pennate con cinque a nove foglioline dal margine dentato, ciascuna lunga fino a 8 centimetri.
I fiori, larghi da 1 a 2 centimetri, sono gialli con cinque lobi appuntiti e riuniti in gruppi da tre a dodici; sono bisessuali e capaci di autofecondarsi, anche se un'impollinazione efficace richiede spesso un aiuto esterno, come il vento artificiale o le api bombo nelle serre.
I frutti variano molto per forma e colore secondo la cultivar: alcune varietà piccole hanno solo due loculi interni, quelle a forma di globo da tre a cinque, i pomodori bistecca moltissimi loculi piccoli, mentre i pomodori allungati ne hanno pochissimi. Il colore rosso a maturazione è dato dal licopene, ma non tutte le varietà ne contengono la stessa quantità: i pomodori gialli sono ricchi di delta-carotene e luteina, quelli arancioni di beta-carotene e prolicopene.
Distribuzione e Habitat
Il pomodoro si diffuse in Europa pochi decenni dopo la conquista spagnola di Tenochtitlan nel 1521, evento che innescò il grande scambio colombiano tra le due sponde dell'Atlantico. Già negli anni 1540 la pianta cresceva con facilità nei climi mediterranei, e la prima menzione europea compare nell'erbario di Pietro Andrea Mattioli del 1544, che la descrisse come una nuova melanzana dal colore rosso sangue o dorato, da cui il nome poi coniato di pomi d'oro.
Il consumo alimentare del pomodoro in Spagna è documentato già nei primi decenni del Seicento. Dalle colonie spagnole nei Caraibi la pianta raggiunse poi le Filippine e da lì si diffuse in tutto il Sud-est asiatico e nel resto dell'Asia.
Le osservazioni raccolte mostrano una presenza rilevata con maggiore frequenza nei mesi estivi, con un picco tra luglio e settembre, un dato che riflette probabilmente la stagione di raccolta e non la reale abbondanza della pianta.

Riproduzione e Ciclo Vitale
Le varietà moderne di pomodoro derivano in gran parte da un mutante scoperto a metà del Novecento, chiamato fenotipo "u", selezionato perché produce frutti che maturano in modo uniformemente rosso, privi del tipico anello verde attorno al gambo presente nelle varietà non incrociate. Questa scelta, però, ha avuto un costo: prima della diffusione del mutante, i pomodori producevano più zucchero durante la maturazione ed erano più dolci e saporiti.
Nel fenotipo normale "U", fino al 20% del carbonio totale fissato nel frutto può derivare dalla fotosintesi che avviene nel frutto stesso durante lo sviluppo. La mutazione "u" produce invece cloroplasti difettosi e meno densi, che rendono il frutto di un verde più chiaro e riducono lo zucchero finale del 10-15%. Durante la maturazione i cloroplasti si trasformano in cromoplasti privi di clorofilla, che accumulano licopene, beta-carotene e altri pigmenti responsabili del colore e del sapore del frutto maturo.
I selezionatori continuano a lavorare su rendimento, conservabilità, dimensione e resistenza alle malattie, ma questi interventi hanno spesso conseguenze indesiderate: la selezione per frutti più grandi, ad esempio, ha alterato involontariamente metabolismo, valore nutrizionale e sapore. Per questo si guarda alle specie selvatiche di pomodoro come fonte di alleli utili, per esempio contro il patogeno Alternaria solani, anche se ciò può ridurre altri caratteri favorevoli come la produttività.
Usi e Rapporto con l’Uomo
Il pomodoro viene coltivato in tutto il mondo per i suoi frutti commestibili, con migliaia di cultivar diverse: le grandi serre commerciali preferiscono varietà piccole come i pomodorini cherry o a grappolo, mentre i coltivatori indipendenti puntano spesso sulle varietà bistecca. Per facilitare trasporto e conservazione, i frutti vengono spesso raccolti ancora verdi e fatti maturare con l'ormone vegetale etilene, mentre a livello industriale, come per la produzione in scatola, la raccolta è meccanizzata.
Nel 2023 la produzione mondiale ha raggiunto 192 milioni di tonnellate, guidata dalla Cina con il 36% del totale, seguita da India, Turchia e Stati Uniti. In cucina il pomodoro, con il suo sapore umami, è un ingrediente chiave della cucina mediterranea, presente nella pizza e in molte salse per la pasta, nel gazpacho spagnolo e nel pa amb tomàquet catalano; è centrale anche nella cucina mediorientale, servito fresco in insalate come quella araba, israeliana, di Shiraz o turca, oppure grigliato con i kebab. In India è stato progressivamente integrato nei curry dopo l'introduzione europea, come nel rogan josh kashmiro, mentre in Gran Bretagna caratterizza la salsa del tikka masala.
Il pomodoro è anche protagonista di tradizioni curiose: la città spagnola di Buñol ospita ogni anno La Tomatina, una gigantesca battaglia a colpi di pomodori che nel 2007 ha coinvolto circa 40.000 persone e 115.000 chilogrammi di frutti. Alcuni stati americani lo hanno eletto frutto o verdura ufficiale, come l'Arkansas o l'Ohio, e nel 1887 la sua classificazione botanica come frutto, contro l'uso comune come verdura, finì persino davanti alla Corte Suprema statunitense nel caso Nix contro Hedden.
Curiosità
- Il nome scientifico Solanum lycopersicum fu fissato da Linneo nel Settecento per uniformare la denominazione della pianta tra le diverse lingue.
- In Europa il pomodoro fu accolto inizialmente con sospetto, perché appartiene alla famiglia delle Solanacee, un gruppo storicamente associato a piante velenose come la belladonna.
- Il nome stesso racconta questa diffidenza: Solanum era il nome romano della belladonna, mentre lycopersicum unisce il greco λύκος, "lupo", e il latino persicus, "persiano", componendo letteralmente qualcosa come "pesca del lupo".
Foto
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Ecologia e classificazione
Portamento
- Rampicante
Classificazione
- Phylum
- Tracheophyta
- Classe
- Magnoliopsida
- Ordine
- Solanales
- Famiglia
- Solanaceae
- Genere
- Solanum
- Specie
- Solanum lycopersicum
Fonti
- GBIF Species names and classification
- iNaturalist Photos
- Wikidata Common names and conservation status
- Wikipedia Summary extract



