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Spheniscus demersus

Nessun nome comune registrato

In pericolo critico

Il Spheniscus demersus, noto come pinguino africano, è l'unico pinguino che vive e si riproduce in Africa, confinato alle acque dell'Africa meridionale. È un uccello incapace di volare, con corpo affusolato e ali trasformate in pinne rigide adatte al nuoto: gli adulti pesano in media circa 3,1 kg e misurano tra 60 e 70 cm di altezza.

La specie è oggi classificata come in pericolo critico di estinzione. Il suo aspetto inconfondibile, la vita coloniale sulle isole rocciose e il rapido declino delle popolazioni ne fanno un caso emblematico per la conservazione marina dell'Africa meridionale.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più utile per riconoscere il pinguino africano è la fascia nera a forma di ferro di cavallo rovesciato che attraversa il petto bianco, unica per ogni singolo individuo come un'impronta digitale. Il corpo misura tra 60 e 70 cm ed è colorato con la classica livrea a controcolorazione: dorso nero e ventre bianco, utile a mimetizzarsi sia visto dall'alto che dal basso in acqua.

Sopra gli occhi sono presenti chiazze di pelle rosa, ghiandole sudoripare che si arrossano quando la temperatura corporea aumenta, aiutando l'animale a dissipare calore. Il becco misura tra 4,8 e 6,5 cm ed è leggermente appuntito, più affilato di quello del pinguino di Humboldt. Esiste un leggero dimorfismo sessuale: i maschi sono un poco più grandi delle femmine e hanno il becco più lungo.

I giovani si distinguono facilmente dagli adulti: hanno un piumaggio superiore grigio-bluastro o brunastro, privo della fascia nera e delle macchie sul ventre chiaro, che compaiono solo con il piumaggio adulto. Rispetto al pinguino di Magellano, specie simile, il pinguino africano ha una sola fascia sul petto, mentre il Magellano ne ha due, sulla gola e sul petto.

Distribuzione e Habitat

Il pinguino africano vive lungo le coste sud-occidentali dell'Africa, in colonie distribuite su 27 isole comprese tra la Namibia e Algoa Bay, vicino Port Elizabeth in Sudafrica. È l'unica specie di pinguino che si riproduce sul continente africano, ed è proprio la sua presenza a dare il nome alle cosiddette Isole dei Pinguini.

Gli animali restano generalmente entro 40 chilometri dalla costa, tornando sulle isole rocciose per riprodursi, riposare e fare la muta. Due colonie si sono stabilite sulla terraferma vicino a Città del Capo negli anni ottanta, a Boulders Beach presso Simon's Town e a Stony Point a Betty's Bay: quest'ultima è stata occasionalmente attaccata da leopardi. Esiste anche un'unica colonia continentale in Namibia.

Boulders Beach, in particolare, è diventata un'importante attrazione turistica, dove i pinguini tollerano la vicinanza umana fino a un metro di distanza. Non sono note colonie stabili al di fuori della costa sud-occidentale africana, anche se esemplari vaganti, spesso giovani, possono comparire occasionalmente altrove.

Mappa delle segnalazioni registrate di Spheniscus demersus
Dove è stata segnalata · GBIF
1726
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Comportamento e Stile di Vita

Il pinguino africano è un animale diurno, sociale e coloniale, che passa la notte raggruppato sulla terraferma e gran parte del giorno a nutrirsi in mare. Le uscite di pesca variano molto secondo la zona: sulla costa occidentale i viaggi coprono tipicamente da 30 a 70 km, mentre sulla costa meridionale gli individui percorrono in media 110 km per uscita.

Un comportamento sociale frequente è l'allogrooming, la reciproca pulizia del piumaggio tra individui, utile perché i pinguini non riescono a pulirsi facilmente testa e collo da soli. Questa pratica aiuta a rimuovere parassiti come le zecche. Nelle giornate calde, i pinguini si immergono in acqua per rinfrescarsi e si dedicano a bagni vigorosi vicino alla riva.

Occasionalmente si verificano scontri tra individui, con colpi d'ala e morsi; sono stati osservati pinguini che si rincorrono attraverso la colonia aggrappandosi al dorso dell'avversario con il becco. La longevità media in natura va dai 10 ai 25 anni circa, fino a 34 in cattività. I principali predatori in mare sono squali e otarie, mentre a terra nidi e pulcini sono minacciati da gabbiani, genette del Capo, manguste, caracal e animali domestici.

Comunicazione

Il pinguino africano comunica principalmente tramite richiami acustici, da cui deriva il soprannome di pinguino asinino per il suo verso raucco e simile a un raglio. Si distinguono tre tipi di richiamo: l'urlo, usato per difendere il territorio dagli altri membri della colonia; il raglio, impiegato per attrarre i partner e mantenere il legame di coppia; e il verso detto "haw", scambiato tra i partner quando uno è a terra e l'altro in acqua.

Oltre ai suoni, la specie utilizza segnali visivi, come movimenti della testa e del collo durante il corteggiamento, per stabilire i confini del nido, riconoscere il partner o il pulcino e scoraggiare gli intrusi.

Caccia e Dieta

Il pinguino africano cattura le sue preda nuotando attivamente sotto la superficie, raggiungendo velocità prossime ai 20 km/h durante la caccia. È un predatore piscivoro specializzato in pesci pelagici che si muovono in banchi, come acciughe, sardine, sugarelli e aringhe rotonde, integrando la dieta con calamari e crostacei.

La distanza percorsa per trovare cibo varia notevolmente in base alla regione: le uscite di pesca possono estendersi da poche decine a oltre cento chilometri, in funzione della disponibilità locale delle specie preda.

Nidificazione e Riproduzione

Il pinguino africano è monogamo e le coppie tornano di anno in anno allo stesso sito riproduttivo, in colonie chiamate rookeries. Il corteggiamento inizia con il maschio che compie richiami visivi e sonori per attirare la femmina: movimenti della testa indicano il possesso del nido e segnalano avvertimenti ad altri maschi, seguiti da un richiamo vocale con collo esteso e infine da inchini reciproci verso il nido.

La specie nidifica scavando tane poco profonde nella sabbia, sotto rocce o tra vegetazione rada. La nidificazione avviene tutto l'anno, ma culmina in Namibia tra novembre e dicembre e in Sudafrica tra marzo e maggio. La femmina depone in media due uova, tre o quattro volte più grandi di un uovo di gallina, incubate da entrambi i genitori per circa 40 giorni grazie a una zona di pelle nuda sul ventre chiamata piastra di incubazione.

Dopo la schiusa, i genitori nutrono i piccoli per circa un mese rigurgitando cibo, generalmente all'alba o al tramonto. I pulcini vengono poi lasciati in gruppi chiamati crèches mentre entrambi i genitori vanno a pescare; molti muoiono per predazione o per il calore eccessivo se le uova o i piccoli restano esposti al sole. L'involo avviene tra i 60 e i 130 giorni, e i giovani lasciano la colonia una volta acquisito il piumaggio giovanile, tra due e quattro mesi di età. La maturità riproduttiva arriva a circa 4 anni per le femmine e 5 per i maschi.

Popolazione e Ruolo Ecologico

Il pinguino africano è un predatore di piccoli pesci pelagici come acciughe e sardine, e caccia anche fino a 18 specie di crostacei, svolgendo un ruolo di predatore nella catena alimentare marina delle acque sud-occidentali africane. La specie ospita inoltre parassiti del sangue, tra cui diverse specie di Plasmodium e Leucocytozoon tawaki.

La popolazione ha subito un crollo drammatico: da circa 4 milioni di individui a inizio Ottocento, si è scesi a circa 150.000-180.000 nel 2000 e a sole 55.000 unità nel 2010. Il declino nel tempo è servito da indicatore della salute degli ecosistemi costieri del Benguela e dell'Agulhas occidentale, legati alla disponibilità di pesci pelagici come acciughe e sardine.

Conservazione e Minacce

Il pinguino africano è classificato dalla IUCN come in pericolo critico, dopo essere passato dallo stato di vulnerabile a quello di minacciato in tempi relativamente recenti. Il declino, iniziato agli inizi del Novecento con la raccolta commerciale delle uova e il disturbo dei siti di nidificazione, è continuato per la rimozione del guano dalle isole, che ha eliminato il materiale usato dai pinguini per scavare le tane, e per l'inquinamento da petrolio, con incidenti documentati fin dagli anni trenta, come l'affondamento della petroliera Esso Wheeling nel 1948 che uccise migliaia di pinguini della colonia di Dyer Island.

Le popolazioni riproduttive tra Namibia e Sudafrica sono scese sotto le 10.000 coppie nel 2023, portando alla riclassificazione come specie in pericolo critico, con la previsione di una possibile estinzione funzionale intorno al 2035 se il declino continuasse al ritmo osservato. La raccolta delle uova, considerate una prelibatezza e vendute fino agli anni settanta, ha contribuito storicamente al crollo, così come la sottrazione del guano usato come fertilizzante.

Di fronte all'inefficacia delle chiusure temporanee della pesca già in vigore, organizzazioni come SANCCOB e BirdLife South Africa, insieme al Biodiversity Law Centre, hanno intentato un'azione legale basata sull'obbligo costituzionale del governo sudafricano di prevenire l'estinzione della specie. Nel marzo 2025 è stato raggiunto un accordo che ha portato all'istituzione di zone di divieto di pesca più ampie e permanenti attorno a sei aree chiave di nidificazione.

In pericolo critico

Significato Culturale

Storicamente il pinguino africano ha avuto un'importanza economica legata al guano delle sue colonie, scavato ed elaborato per produrne fertilizzante venduto in tutto il mondo; anche la pelle degli animali è stata utilizzata per fabbricare guanti. L'uso del guano come fertilizzante è oggi vietato, riducendo drasticamente questo tipo di sfruttamento.

Oggi il valore principale della specie per l'uomo è legato all'ecoturismo: la colonia di False Bay a Simon's Town, che conta oltre 2000 individui, è la principale meta di osservazione, permettendo alle persone di avvicinarsi e osservare il comportamento dei pinguini nel loro ambiente. La specie è inoltre la più comune nei giardini zoologici, grazie alle dimensioni contenute e alle esigenze climatiche facilmente gestibili.

Curiosità

  1. La fascia nera a forma di ferro di cavallo rovesciato sul petto di ogni pinguino africano è unica, un po' come un'impronta digitale umana.
  2. Le uova della specie sono tre o quattro volte più grandi di un uovo di gallina.
  3. Fino agli anni settanta le uova venivano raccolte e vendute come prelibatezza, con alcuni chef francesi che ne ordinavano regolarmente piccole quantità.
  4. Durante la muta, che dura circa tre settimane, gli individui non possono nutrirsi in mare perché il nuovo piumaggio non è ancora impermeabile, e possono perdere circa la metà del loro peso corporeo.

Foto

Fotografie da by Jon Paul Rodríguez via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by Cricket Raspet via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by jk6000 via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by chrisdt via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Patrick Jackson via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Comportamento

  • Predatore
  • Territoriale
  • Sociale
  • Diurno

Dieta

  • Piscivoro

Classificazione

Phylum
Chordata
Classe
Aves
Ordine
Sphenisciformes
Famiglia
Spheniscidae
Genere
Spheniscus
Specie
Spheniscus demersus

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract
  5. Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits
  6. Animal Diversity Web Animal habitat, behavior and diet
  7. AnAge Longevity