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Ciliegio selvatico

Prunus avium

Preoccupazione minima

Il ciliegio selvatico, Prunus avium, è un albero della famiglia delle Rosacee originario dell'Europa occidentale e dell'Asia occidentale. È conosciuto anche come ciliegio dolce o gean, e oggi è naturalizzato in diverse altre regioni del mondo.

La specie è uno degli antenati del ciliegio acido, Prunus cerasus, e la sua coltivazione ha dato origine a gran parte delle varietà di ciliegie dolci diffuse nel mondo. Secondo la Lista Rossa IUCN è classificata come a minor preoccupazione.

Si tratta di una specie che unisce valore ornamentale, interesse per la fauna e storia agricola lunga migliaia di anni, e per questo merita attenzione.

Identificazione e Aspetto

Il ciliegio selvatico si riconosce soprattutto dalle foglie alterne, ovoidali e appuntite, con margine seghettato e due-cinque piccole ghiandole rosse sul picciolo. In autunno le foglie virano all'arancio, al rosa o al rosso prima di cadere.

L'albero è deciduo e può raggiungere 5–25 metri di altezza, con un tronco che arriva a 1,5 m di diametro. Gli esemplari giovani hanno un tronco dritto e una chioma conica e simmetrica, che negli alberi vecchi diventa arrotondata o irregolare. La corteccia è liscia e bruno-rossastra con evidenti lenticelle orizzontali grigio-brune; negli alberi maturi diventa spessa, bruno-nerastra e fessurata.

I fiori compaiono all'inizio della primavera, nello stesso periodo delle foglie nuove. Sono bianchi, a cinque petali, con stami giallastri, e sono portati a gruppi di due-sei su peduncoli penduli. I frutti sono drupe di 1–2,5 cm di diametro, rosso brillante o viola scuro a maturità, a metà estate; il sapore va dal dolce a un lieve gusto astringente e amarognolo.

Distribuzione e Habitat

Il ciliegio selvatico è presente in Europa, Anatolia, Maghreb e Asia occidentale. Il suo areale naturale va dalle isole britanniche al Marocco e alla Tunisia a sud, fino alla regione del Trondheimsfjord in Norvegia a nord, ed è esteso fino al Caucaso e all'Iran settentrionale a est. Una piccola popolazione isolata si trova anche nell'Himalaya occidentale.

La specie è ampiamente coltivata in altre regioni del mondo e si è naturalizzata in Nord America, Nuova Zelanda e Australia. Nelle regioni temperate dove è sfuggita alla coltivazione, come il Canada sudoccidentale e il Giappone, si è inselvatichita stabilmente.

Alle nostre latitudini cresce nei boschi di latifoglie, nelle siepi e ai margini dei campi. Le osservazioni di presenza raccolte mostrano una concentrazione più alta in primavera, tra aprile e giugno, con il massimo a maggio.

Mappa delle segnalazioni registrate di Prunus avium
Dove è stata segnalata · GBIF
76.930
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Ecologia e Relazioni

I frutti del ciliegio selvatico sono mangiati da molti uccelli e mammiferi, che digeriscono la polpa e disperdono i semi con gli escrementi. Alcuni roditori e alcuni uccelli, in particolare il ciuffolotto, rompono il nocciolo per mangiare il seme all'interno.

Le foglie nutrono diverse specie di farfalle notturne, tra cui la tignola Coleophora anatipennella, che vive in un fodero protettivo costruito con materiale vegetale.

L'albero produce una gomma che fuoriesce dalle ferite della corteccia e le chiude, impedendo l'ingresso di insetti e infezioni fungine. Il ciliegio selvatico è considerato uno dei genitori di Prunus cerasus, il ciliegio acido, nato da antichi incroci con Prunus fruticosa nelle aree dove le due specie si sovrappongono. Tutte e tre le specie possono incrociarsi tra loro.

Usi e Rapporto con l’Uomo

Il legno duro e rossastro del ciliegio selvatico è apprezzato per la tornitura, per la realizzazione di mobili e di strumenti musicali. Anche la gomma prodotta dalla corteccia è aromatica.

La specie è usata come albero ornamentale da fiore, soprattutto nei parchi, data la sua dimensione; più raramente viene impiegata come albero da strada o da giardino. Le forme a fiore doppio, come la cultivar 'Plena', sono più diffuse delle forme selvatiche a fiore semplice, e la cultivar 'Plena' ha ricevuto in Gran Bretagna il riconoscimento della Royal Horticultural Society. In Europa il ciliegio selvatico è impiegato anche per il rimboschimento dei terreni agricoli e per piantagioni destinate alla fauna selvatica e al paesaggio; diversi Paesi europei hanno programmi di conservazione genetica e di miglioramento della specie.

Il frutto maturo è un alimento apprezzato da millenni: resti di ciliegio selvatico sono stati trovati in insediamenti dell'età del Bronzo in tutta Europa, e già nel 800 a.C. le ciliegie erano coltivate nell'Asia Minore, poco dopo anche in Grecia.

Curiosità

  1. Plinio il Vecchio sosteneva che il ciliegio fosse arrivato in Italia solo dopo la vittoria del console Lucio Licinio Lucullo su Mitridate nel 74 a.C., portato dal Ponto; secondo lui, in centoventi anni la pianta si era diffusa in tutta Europa fino alla Britannia.
  2. Nell'antica Irlanda il ciliegio selvatico era classificato al secondo posto tra i «Commoners of the Wood», le piante del bosco di maggior valore giuridico.
  3. Nella mitologia greca il ciliegio era legato all'amore e alla fertilità, e secondo un mito il primo ciliegio sarebbe nato dal sangue versato da Adone.
Preoccupazione minima

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by guywallbanks via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jose Gutierrez Higa via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Murray McGoogan via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Portamento

  • Albero

Classificazione

Phylum
Tracheophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Rosales
Famiglia
Rosaceae
Genere
Prunus
Specie
Prunus avium

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract