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Malus sylvestris

Nessun nome comune registrato

Carente di dati

Il suo nome scientifico significa letteralmente "mela del bosco", un riferimento diretto al suo habitat naturale. Malus sylvestris, conosciuto anche come melo selvatico europeo, è una specie del genere Malus originaria dell'Eurasia occidentale, appartenente alla famiglia delle Rosaceae.

Lo stato di conservazione secondo la IUCN è classificato come "Dati Insufficienti", ma nonostante questa incertezza, la specie porta con sé un lungo intreccio di simbolismi mitologici e un ruolo ecologico che merita attenzione, specialmente per la sua storia legata alla scomparsa di grandi mammiferi erbivori europei.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più utile per riconoscere il melo selvatico è l'osservazione della chioma: densamente ramificata, a differenza di quella del melo domestico, più rada e con rami più dritti. Si tratta di un albero deciduo di piccole o medie dimensioni, che può crescere anche come arbusto multi-fusto, raggiungendo un'altezza massima di 14 metri e un diametro del tronco compreso tra 23 e 45 centimetri, sebbene siano stati registrati esemplari con diametri superiori a 90 centimetri. Può vivere tra 80 e 100 anni.

Le foglie sono di forma tondeggiante-ovale, talvolta pelose sulla pagina inferiore, ma nel melo selvatico puro tendono a essere più piccole, rigide e lucide, spesso prive di peli sulla pagina inferiore. I fiori ermafroditi compaiono tra maggio e giugno, con petali bianchi o rosati, e vengono impollinati dagli insetti. I frutti, piccoli pomi di circa 3 centimetri di diametro, maturano in autunno e cadono al suolo; nel melo selvatico puro tendono a restare sotto questa misura, mentre negli esemplari domestici o ibridi sono generalmente più grandi. La corteccia è bruno chiara e si sfalda a placche, mentre i rami sono spinosi, soprattutto in risposta a potature o al pascolo.

La specie si ibrida facilmente con il melo domestico, rendendo l'identificazione sul campo complessa: gli ibridi mostrano spesso caratteri intermedi tra le due specie parentali. Secondo uno studio del 2022 di Feulner e collaboratori, un'identificazione affidabile richiede l'osservazione dei fiori: il melo selvatico puro si distingue per un calice glabro, una nervatura centrale glabra e venature prive di peli sulla pagina inferiore della foglia, oltre a una superficie foliare al massimo scarsamente pelosa. Tra questi caratteri, la pelosità del calice risulta il più determinante, poiché gli ibridi possiedono quasi sempre calici pelosi anche quando le foglie sono glabre.

Distribuzione e Habitat

Il melo selvatico è diffuso in gran parte dell'Europa, con l'eccezione delle regioni estreme del nord e del sud, e si estende anche in Anatolia e nel Caucaso meridionale. Cresce tipicamente in modo sparso, come individui isolati o in piccoli gruppi, mai in popolamenti densi.

La sua scarsa capacità competitiva e l'elevata esigenza di luce lo relegano a siti dove la concorrenza di altre specie arboree è ridotta: margini umidi dei boschi, pascoli alberati, siepi nei terreni agricoli o ambienti marginali ed estremi. Nelle Isole Britanniche è presente in tutta l'Irlanda, l'Inghilterra e il Galles, mentre in Scozia la sua frequenza è minore, dove si trova soprattutto in boschi e pascoli alberati.

I dati di osservazione mostrano una presenza segnalata con maggiore frequenza tra la primavera e l'estate, con un picco nei mesi centrali dell'anno, coerente con il periodo di fioritura e la maggiore visibilità della pianta in questa stagione; questi dati riflettono però solo la frequenza delle segnalazioni, non l'abbondanza reale della specie sul territorio.

Mappa delle segnalazioni registrate di Malus sylvestris
Dove è stata segnalata · GBIF
15.506
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Usi e Rapporto con l’Uomo

Nella mitologia irlandese la mela è simbolo di guarigione, rigenerazione e fertilità, legata in modo particolare al mondo dell'oltretomba. Anche nella mitologia greca la mela compare come dono simbolico, quando Gaia, la dea della Terra, la offre a Era, regina del cielo.

Il Nine Herbs Charm anglosassone, un incantesimo terapeutico del X secolo contenuto nel manoscritto Lacnunga, invoca il melo selvatico tra le nove piante sacre capaci di contrastare veleni e malattie, unendo tradizione erboristica e poesia rituale. Anche nella mitologia e letteratura romana classica, il termine latino malus indicava sia il melo che il melo selvatico, e la mela era spesso associata all'amore, alla bellezza, alla fertilità e talvolta alla discordia, come nel celebre episodio del giudizio di Paride.

Conservazione e Minacce

Lo stato di conservazione IUCN per il melo selvatico è "Dati Insufficienti", il che significa che le informazioni disponibili non sono sufficienti per una valutazione completa del rischio. Ciononostante, la specie risulta minacciata e rara in gran parte del suo areale.

Le minacce principali includono l'introgressione genetica da parte del melo domestico, la scarsa rigenerazione naturale e le moderne pratiche forestali, che favoriscono la chiusura della copertura del bosco al posto della ceduazione tradizionalmente prevalente. Il melo selvatico mostra adattamenti specifici al pascolo e alla presenza di grandi erbivori, dai quali dipende fortemente: è spinoso, capace di ripollonire vigorosamente dopo il taglio ed è un albero molto resistente, in grado di sopravvivere al collasso della chioma e alla rottura dei rami principali.

La dispersione dei semi dipende in gran parte da mammiferi che si nutrono dei frutti; in uno studio condotto a Mols, in Danimarca, i bovini si sono rivelati i principali dispersori, seguiti dai cavalli. Con l'estinzione dei cavalli selvatici e degli aurochs, e la quasi estinzione del bisonte europeo, il bestiame domestico ha in parte sostituito questi grandi erbivori nel ruolo di disperditori di semi. Tuttavia, con l'abolizione del pascolo tradizionale nei terreni comuni a partire dal XVI secolo e l'allevamento intensivo in azienda, questi animali sono oggi in gran parte assenti dal paesaggio europeo, che si presenta sempre più dominato da boschi a chioma chiusa e campi agricoli, con poche zone di transizione. Questo comporta per il melo selvatico una carenza sia di habitat adatti sia di opportunità di dispersione, con conseguente scarsa rigenerazione naturale.

Carente di dati

Curiosità

  1. Nel Regno Unito il melo selvatico è associato a ben 93 specie di insetti, un segno della sua importanza per la biodiversità locale.
  2. Le foglie del melo selvatico costituiscono il nutrimento della larva della falena Scythropia crataegella, nota anche come tignola del biancospino.
  3. Il melo selvatico compare tra le nove piante sacre invocate nel Nine Herbs Charm, un incantesimo anglosassone del X secolo pensato per contrastare veleni e malattie.

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by Sandy Wolkenberg via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Мирослав Соболев via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Fives via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by martinarcand1 via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by The Wrong Industry via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Classificazione

Phylum
Tracheophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Rosales
Famiglia
Rosaceae
Genere
Malus
Specie
Malus sylvestris

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract