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Rhinella marina

Rhinella marina

Nessun nome comune registrato

LCPreoccupazione minima
Un grande rospo terrestre con pelle secca e verrucosa di colore bruno-olivastro, evidenti ghiandole parotoidi dietro gli occhi, pupille orizzontali e iride dorata.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

Misure

Peso
0,105–0,105 kg
Durata della vita
≤ 24,8 anni
Classificazione
Phylum
Chordata
Classe
Amphibia
Ordine
Anura
Famiglia
Bufonidae
Genere
Rhinella
Specie
Rhinella marina

Le ghiandole dietro gli occhi di Rhinella marina secernono un veleno cardioattivo così potente che può uccidere un cane domestico in pochi minuti: una difesa chimica che ha reso questo anfibio tanto studiato quanto temuto in tutto il mondo.

È il rospo più grande della famiglia Bufonidae, un anfibio terrestre originario delle regioni tropicali e semiaride dell'America centrale e meridionale. Nel suo areale nativo la IUCN lo classifica come specie a rischio minimo, ma la sua storia è tutt'altro che tranquilla: introdotto deliberatamente in decine di paesi per combattere parassiti agricoli, è diventato uno degli animali invasivi più diffusi e più studiati al mondo.

Proprio questa doppia natura, da alleato agricolo a minaccia per la fauna nativa, rende Rhinella marina un caso di studio unico su come una specie possa ribaltare il proprio ruolo ecologico quando viene spostata fuori dal suo ambiente originario.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più riconoscibile di Rhinella marina è la coppia di grandi ghiandole parotoidi che sporgono dietro ciascun occhio, insieme alla pelle secca e ricoperta di verruche e alle creste ossee che corrono dagli occhi fino al muso.

È un rospo di dimensioni notevoli: le femmine, più lunghe dei maschi, misurano tipicamente tra 10 e 15 cm, con un massimo documentato di 24 cm, mentre il peso può raggiungere circa 105 grammi. Gli esemplari più grandi tendono a comparire nelle aree con densità di popolazione più basse.

La colorazione varia molto da individuo a individuo: grigio, giallastro, bruno-rossastro o bruno-olivastro, con motivi irregolari. Il ventre è color crema, spesso macchiato di nero o bruno. Le pupille sono orizzontali e l'iride è dorata. Alla base delle dita dei piedi è presente una sottile membrana carnosa, assente invece sulle dita anteriori.

I giovani si distinguono facilmente dagli adulti: hanno pelle liscia e scura, talvolta con una tonalità rossastra, e non possiedono ancora le grandi ghiandole parotoidi, il che li rende meno tossici. I girini sono piccoli, uniformemente neri, vivono sul fondo e formano banchi; misurano tra 10 e 25 mm di lunghezza.

Distribuzione e Habitat

L'areale nativo di Rhinella marina si estende dalla valle del Rio Grande, nel sud del Texas, fino all'Amazzonia centrale e al sud-est del Perù, includendo alcune isole continentali vicino al Venezuela come Trinidad e Tobago. In questa regione la specie occupa sia ambienti tropicali sia semiaridi, ma con densità molto più basse che altrove: circa 20 adulti ogni 100 metri di sponda, pari solo all'1-2% della densità osservata nelle popolazioni introdotte.

Nell'areale originario predilige le foreste con acqua semi-permanente nelle vicinanze, mentre nelle aree colonizzate mostra una netta preferenza per gli ambienti modificati dall'uomo, come giardini e canali di scolo.

A partire dal XIX secolo la specie è stata introdotta in numerosi paesi come agente di controllo biologico: prima a Martinica e Barbados, poi in Giamaica nel 1844, a Portorico nei primi decenni del Novecento e, dagli anni '30, in gran parte del Pacifico. In Australia furono rilasciati 102 esemplari nel 1935 e circa 62.000 giovani rospi nei campi di canna da zucchero del Queensland entro il marzo 1937; da lì la specie si è diffusa nel Territorio del Nord, nel Nuovo Galles del Sud e, nel 2010, è stata segnalata persino a Broome, sulla costa occidentale. Oggi popolazioni introdotte sono presenti anche in Florida, Papua Nuova Guinea, Filippine, alcune isole giapponesi, Taiwan, gran parte dei Caraibi, Figi e Hawaii.

La colonizzazione ha avuto conseguenze pesanti sulla fauna nativa australiana, con il declino di diversi varani, di serpenti come Pseudechis australis e Acanthophis antarcticus, del coccodrillo d'acqua dolce e persino l'estinzione locale del quoll settentrionale in parte del Kakadu National Park. I conteggi mensili di osservazioni mostrano un picco nel mese di agosto, ma si tratta di semplici segnalazioni di presenza, non di stime di abbondanza reale della popolazione.

Mappa delle segnalazioni registrate di Rhinella marina
Dove è stata segnalata · GBIF
10.558
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Comportamento e Stile di Vita

Rhinella marina si muove con un'andatura eretta e procede a piccoli salti rapidi, un comportamento tipicamente notturno. Durante le stagioni fredde o secche resta inattivo, rifugiandosi in piccole cavità scavate sotto la lettiera del terreno.

Quando si sente minacciato, non fugge: secerne dalle ghiandole parotoidi e da altre ghiandole cutanee un fluido bianco e viscoso ricco di sostanze cardioattive. Se ingerito o a contatto con le mucose, questo veleno provoca salivazione eccessiva, tremori, vomito, respirazione superficiale e collasso degli arti posteriori, fino alla paralisi o alla morte in molti predatori.

La specie tollera temperature estreme, con un massimo critico tra 40 e 42 °C e un minimo intorno ai 10-15 °C, e alcune popolazioni sono in grado di adattare la propria tolleranza al freddo nel giro di poche ore. Questa plasticità fisiologica, insieme a una crescita molto rapida dei giovani, ha favorito il successo delle invasioni: solo lo 0,5% dei rospi raggiunge l'età adulta, in parte per il cannibalismo tra girini, un comportamento diventato fino a 30 volte più frequente nelle popolazioni australiane rispetto a quelle sudamericane native.

Comunicazione

I canali di comunicazione di Rhinella marina comprendono segnali acustici, tattili e chimici. Il più evidente è il coro dei maschi, che si riuniscono nei siti riproduttivi e richiamano le femmine con vocalizzazioni ripetute.

I segnali chimici, legati alla secrezione tossica delle ghiandole cutanee, hanno soprattutto una funzione defensiva verso i predatori, mentre il contatto fisico interviene durante l'amplesso nella fase di accoppiamento.

Caccia e Dieta

Rhinella marina caccia di notte, spostandosi lentamente nelle foreste mature e lungo le strade in cerca di prede a portata di lingua, più che tramite un vero e proprio inseguimento attivo. Si tratta di un predatore opportunista che sfrutta qualsiasi fonte di cibo disponibile nel raggio dei suoi spostamenti notturni.

La dieta è dominata da insetti e altri artropodi: formiche, coleotteri e forbicine costituiscono le prede principali in Florida, ma nello stomaco di alcuni esemplari sono state trovate anche libellule, cavallette, cimici, crostacei e gasteropodi.

Non disdegna nemmeno materiale vegetale e, nelle aree abitate dall'uomo, arriva a nutrirsi di cibo per cani e gatti lasciato all'aperto: un segno della sua estrema adattabilità alimentare, che contribuisce al suo successo come specie invasiva.

Riproduzione e Ciclo Vitale

Il sistema di accoppiamento di Rhinella marina è poligamo e promiscuo: i maschi si riuniscono in acque ferme o a lento scorrimento, temporanee o permanenti, e richiamano le femmine con il canto. Più maschi possono fecondare le uova di una stessa femmina, e i maschi di maggior successo arrivano a fecondare più femmine nel corso di una stagione.

Le femmine diventano fertili dopo il secondo anno di vita, con una taglia alla maturità che varia secondo la regione: in Nuova Guinea intorno ai 70-80 mm di lunghezza testa-cloaca, a Panama tra 90 e 100 mm. Nei climi tropicali la riproduzione può avvenire quasi tutto l'anno, mentre nelle aree subtropicali si concentra nei periodi più caldi, in coincidenza con l'inizio della stagione delle piogge.

Le uova, nere e avvolte da una membrana gelatinosa di 1,7-2,0 mm di diametro, vengono depositate in lunghe stringhe che possono superare i 20 metri, ancorate a rocce, detriti o vegetazione emersa: una singola femmina può deporne da 8.000 a oltre 30.000 in un'unica emissione. La schiusa avviene tra 2 e 7 giorni dopo la fecondazione.

Una volta fecondate e disperse in acqua, le uova non ricevono alcuna cura parentale: l'investimento dei genitori si esaurisce nella fase precedente alla fecondazione. Come gli adulti, anche uova e girini sono tossici per molti predatori.

Popolazione e Ruolo Ecologico

Nel suo areale nativo, Rhinella marina svolge un ruolo di preda per diversi predatori specializzati che hanno imparato a gestirne le tossine: il caimano dal muso largo, il serpente Leptodeira annulata, anguille, alcuni killifish e persino le formiche proiettile se ne nutrono senza conseguenze gravi.

Dove è stato introdotto, alcuni animali hanno sviluppato o appreso strategie per cibarsene in sicurezza: i topi d'acqua rakali australiani, in appena due anni, hanno imparato a selezionare gli esemplari più grandi, girarli sulla schiena, rimuovere la cistifellea velenosa e mangiare solo cuore e muscoli con estrema precisione; corvi e nibbi fischiatori rivoltano i rospi per accedere agli organi non tossici, mentre le tartarughe a guscio dentellato riescono a mangiarli senza subire danni. Gli opossum del genere Didelphis sembrano tollerare le tossine senza particolari conseguenze, e le formiche predatrici non ne sono affette affatto.

Questa rete di relazioni predatore-preda, che si sta ancora evolvendo nelle aree di introduzione recente, mostra come la pressione selettiva imposta da una specie tossica possa rimodellare nel tempo il comportamento alimentare di intere comunità animali.

Conservazione e Minacce

La IUCN classifica Rhinella marina come specie a rischio minimo (Least Concern): nel suo areale nativo è comune e non richiede interventi di conservazione specifici. Non compare in liste federali statunitensi né nella CITES.

Il quadro cambia radicalmente al di fuori dell'areale nativo: la specie è considerata una delle cento specie più ampiamente introdotte al mondo, e ovunque sia stata introdotta viene trattata come un parassita, con programmi attivi di controllo e sterminio volti a limitarne la diffusione e a proteggere la fauna locale dai suoi effetti tossici.

Stato di conservazione

  1. LC
  2. NT
  3. VU
  4. EN
  5. CR

Preoccupazione minima

Significato Culturale

Per il popolo Olmeco, Rhinella marina sarebbe stata una figura sacra, legata al concetto di dualità grazie alla sua capacità di vivere sia in acqua che sulla terraferma; alcuni ricercatori ipotizzano che le sue tossine venissero impiegate anche come sostanza entheogena in contesti rituali. Nel suo areale nativo sudamericano, il popolo Embera-Wounaan ha tradizionalmente "munto" le ghiandole del rospo per ottenere veleno da freccia, e in alcune zone del Perù il rospo viene ancora cacciato come cibo, consumato dopo un'attenta rimozione della pelle e delle ghiandole parotoidi.

Le sue tossine hanno trovato anche applicazioni moderne: in Giappone la bufotenina è stata usata come afrodisiaco e rimedio contro la caduta dei capelli, in Cina per abbassare il battito cardiaco durante interventi di chirurgia cardiaca, e ricerche più recenti ne hanno indagato il possibile impiego contro il cancro alla prostata. A metà Novecento, inoltre, i rospi sono stati impiegati per circa vent'anni nei test di gravidanza, iniettando urina umana nei loro sacchi linfatici.

Oggi Rhinella marina compare anche in ambiti più commerciali: viene allevato come animale da laboratorio e da compagnia, la sua pelle viene trasformata in articoli in pelle, e gli esemplari impagliati sono venduti come souvenir turistici nelle aree dove è stato introdotto.

Curiosità

  1. Nonostante il nome scientifico marina e l'appellativo comune legato al mare, il rospo non vive negli oceani: i suoi girini tollerano in laboratorio acqua salata fino al 15% della concentrazione marina, e sul campo sono stati osservati girini vitali a una salinità di 27,5‰ sull'isola di Coiba, a Panama.
  2. Anche le uova e i girini sono tossici quasi quanto gli adulti, una protezione che il giovane rospo perde temporaneamente durante la metamorfosi, prima che le ghiandole parotoidi si sviluppino del tutto.
  3. La densità naturale nell'areale nativo sudamericano, circa 20 adulti ogni 100 metri di sponda, è pari solo all'1-2% di quella raggiunta nelle popolazioni introdotte come quella australiana.
  4. La taglia alla maturità sessuale varia enormemente da regione a regione: in Nuova Guinea le femmine maturano già a 70-80 mm di lunghezza testa-cloaca, mentre a Panama occorrono 90-100 mm.
  5. In cattività, un esemplare ha raggiunto i 35 anni di età, più del doppio della durata di vita media stimata in natura, compresa tra 10 e 15 anni.

Ecologia

Habitat

  • Zona umida
  • Foresta
  • Bosco
  • Prateria

Comportamento

  • Notturno
  • Predatore
  • Solitario
  • Ibernante

Dieta

  • Insettivoro

Foto

20 foto
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Un grande rospo terrestre con pelle secca e verrucosa di colore bruno-olivastro, evidenti ghiandole parotoidi dietro gli occhi, pupille orizzontali e iride dorata.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipediaAnimal Diversity WebAnAge