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Sorbus aucuparia

Nessun nome comune registrato

Preoccupazione minima

Il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) è un albero o arbusto deciduo della famiglia delle Rosacee. Si trova in quasi tutta Europa e nel Caucaso, fino alla Russia settentrionale e alla Siberia, e la IUCN lo classifica come specie a Minor preoccupazione.

Cresce su terreni ben drenati, spesso poveri di nutrienti, e tollera il freddo, il vento e l’inquinamento dell’aria. Lo si incontra nei boschi luminosi, ai margini delle foreste, lungo le strade e perfino su rocce, pareti e grandi massi, dove le sue radici profonde gli permettono di restare al riparo dagli erbivori.

Identificazione e Aspetto

La foglia composta, con quattro-nove paia di foglioline disposte lungo un asse centrale e una fogliolina terminale, è il segno più utile per riconoscere il sorbo degli uccellatori. Le foglie sono alterne sul ramo e portano due stipole simili a foglie alla base del picciolo, mentre il frassino comune (Fraxinus excelsior) ha foglie opposte e prive di stipole.

Le foglioline sono allungate e lanceolate, lunghe da 2 a 6 cm e larghe da 1 a 2,5 cm, con margine finemente seghettato. La pagina superiore è verde scura, quella inferiore verde grigiastra e leggermente pelosa. Le foglie giovani emanano un odore di marzapane quando vengono stropicciate.

La pianta misura in genere tra 5 e 15 metri, occasionalmente fino a 20 metri ed eccezionalmente fino a 28 metri. La chioma è larga, irregolare e spesso con più tronchi slanciati. La corteccia dei giovani rami è grigio-giallastra e lucida, e con l’età diventa grigio-nerastra e solcata in senso longitudinale. Le lenticelle sono allungate e di un ocra vivace.

Le gemme sono scure, tra il marrone e il nero, e spesso più lunghe di 1 cm. In autunno le foglie diventano gialle oppure rosso scuro nelle stazioni asciutte.

Distribuzione e Habitat

Il sorbo degli uccellatori è diffuso in quasi tutta Europa, nel Caucaso e fino alla Russia settentrionale e alla Siberia. Non è autoctono nell’Europa meridionale della penisola iberica e della Grecia, né in Sardegna, nelle Baleari, nelle Azzorre e nelle Fær Øer. È stato introdotto come pianta ornamentale in Nord America, dove si è naturalizzato con successo dallo stato di Washington all’Alaska e nel Canada orientale.

La specie occupa un’ampia gamma di altitudini, dalle pianure fino al limite degli alberi. Sulle Alpi cresce fino a 2.000 metri, e in Francia è segnalato a quote simili. Al limite settentrionale degli alberi in Europa, a circa 70° di latitudine nord, è ancora presente. In Norvegia si spinge fino al 71° parallelo nord, a nord della foresta boreale.

La pianta predilige suoli da moderatamente secchi a moderatamente umidi, acidi, sabbiosi o ghiaiosi e poveri di nutrienti, anche se si adatta a terreni argillosi e alla torba umida. Non tollera il suolo salino né i ristagni idrici. È una specie poco esigente che sopporta l’ombra, e i semi germinano facilmente anche su rocce inaccessibili, ruderi, biforcazioni dei rami e alberi cavi.

Le osservazioni registrate nelle banche dati naturalistiche si concentrano tra giugno e agosto, cioè nel periodo in cui la specie è più visibile e riconoscibile. Questo dato riflette soprattutto la presenza delle segnalazioni, non l’abbondanza della specie.

Mappa delle segnalazioni registrate di Sorbus aucuparia
Dove è stata segnalata · GBIF
234.897
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Ecologia e Relazioni

Il sorbo degli uccellatori è impollinato soprattutto da api e mosche, attirate dai grandi corimbi di fiori bianco-giallastri, che emanano un odore sgradevole e producono nettare ricco di fruttosio e glucosio. I frutti sono mangiati da circa 60 specie di uccelli e da diversi mammiferi. Tra gli uccelli, tordi e altri passeriformi li preferiscono, mentre dalla fine dell’estate all’inverno vi si nutrono anche tordele, merli, cesene e beccofrusoni.

I semi non vengono digeriti dagli uccelli: passano intatti nelle feci e così vengono dispersi lontano dalla pianta madre. Tra i mammiferi, cervi, pecore, bovini, volpi, tassi, ghiri e scoiattoli si cibano dei frutti, mentre gli ungulati possono brucare anche il fogliame e la corteccia in modo eccessivo.

Le radici formano micorrize con funghi arbuscolari e, più raramente, ectomicorrize. In Europa centrale la specie cresce spesso insieme al sambuco rosso, al salice caprino, al pioppo tremulo e alla betulla bianca. Essendo intollerante al fuoco e non accumulando lettiera, viene in genere sostituita nel tempo da alberi forestali più grandi.

Le foglie non sono appetite dagli insetti, ma servono come nutrimento alle larve di alcune falene e minatori fogliari. Tra i parassiti principali figurano la tignola delle mele Argyresthia conjugella e la vespa dei frutti Hoplocampa alpina, mentre il fungo Gymnosporangium cornutum forma galle sulle foglie. La pianta può anche essere colpita dal colpo di fuoco batterico.

Usi e Rapporto con l’Uomo

Per secoli i frutti del sorbo degli uccellatori sono stati impiegati per attirare e catturare gli uccelli. Crudi, invece, sono amari e poco gradevoli al palato, e il loro consumo diretto non è consigliato.

Nella tradizione popolare europea la pianta è stata associata a usi curativi per disturbi respiratori e febbri, e nella medicina tradizionale austriaca è stata a lungo presente. Il sorbitolo contenuto nei frutti è stato usato come dolcificante alternativo allo zucchero, ma oggi questo impiego ha perso rilevanza.

In Europa centrale e settentrionale la specie è stata coltivata per produrre frutti più gradevoli, grazie a varietà selezionate nel Novecento. Nel 1779 Maria Teresa d’Asburgo ne raccomandò la messa a dimora nelle regioni montane, perché la pianta dà frutti anche in climi difficili.

Il legno, dal colore chiaro e dalla grana fine, è stato usato per lavori di carpenteria da carro, tornitura e intaglio, e può essere ricavato da alberi di circa vent’anni.

Curiosità

  1. Nella mitologia norrena il sorbo è legato al dio Thor, che si sarebbe salvato dall’annegamento nel fiume degli inferi aggrappandosi a un ramo della pianta che si piegava sull’acqua.
  2. Nelle tradizioni celtiche e norrene il sorbo era considerato un albero di protezione, sacro a Brigid, dea del focolare, della guarigione e della poesia.
  3. Nel folklore europeo l’albero era chiamato «albero dei viandanti», perché si credeva proteggesse chi era in viaggio.
  4. Una varietà più gradevole al palato, priva di amarezza, fu scoperta nel 1810 vicino a Ostružná, nei monti Hrubý Jeseník della Moravia settentrionale.
Preoccupazione minima

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by Moe Meikle via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Scott Shanks via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Glenn Wooden via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Екатерина Гущина via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Aubin NORMAND via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jon Davies via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Codrin Bucur via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Classificazione

Phylum
Tracheophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Rosales
Famiglia
Rosaceae
Genere
Sorbus
Specie
Sorbus aucuparia

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract
  5. Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits