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Testuggine di Hermann

Testudo hermanni

Quasi minacciata

La Testudo hermanni è una tartaruga terrestre originaria dell'Europa, e il suo nome comune più diffuso è testuggine di Hermann. Un adulto pesa in media circa , una mole modesta per una tartaruga che vive per decenni.

La specie appartiene alla famiglia dei Testudinidi e, secondo la IUCN, è classificata come quasi minacciata. Il suo areale comprende la Penisola iberica, la Francia meridionale, diverse isole del Mediterraneo occidentale e gran parte dei Balcani, con popolazioni distinte per sottospecie.

Si tratta di un animale legato a paesaggi aperti e assolati, che dipende da rifugi ombrosi e da un clima mite. Il suo ciclo di vita lento, con una maturità sessuale tardiva, la rende particolarmente sensibile alle perturbazioni dell'ambiente.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più utile per riconoscere la specie è il carapace, che nei giovani e in alcuni adulti presenta un motivo nero e giallo molto vivace. Con l'età la colorazione tende a sbiadire verso un grigio, un colore paglierino o un giallo meno contrastato.

Le dimensioni variano molto tra le sottospecie. T. h. boettgeri, quella orientale, può raggiungere i 28 cm di lunghezza e un peso di 3–4 kg, mentre T. h. hermanni, quella occidentale, raramente supera i 18 cm. Alcuni adulti restano lunghi appena 7 cm.

La testa ha la mascella superiore leggermente uncinata e manca di denti: al loro posto ci sono becchi corneі robusti. Gli arti squamosi sono grigiastri o bruni con qualche macchia gialla, e la coda termina con uno sperone corneo.

I maschi adulti si riconoscono dalla coda particolarmente lunga e spessa, con sperone ben sviluppato, caratteri che nelle femmine sono meno marcati.

Distribuzione e Habitat

La specie vive in tutta l'Europa meridionale. La sottospecie occidentale è presente nella Spagna orientale, nella Francia meridionale, alle Baleari, in Corsica, in Sicilia e nell'Italia meridionale e centrale, fino alla Toscana. La sottospecie orientale abita Serbia, Kosovo, Macedonia del Nord, Romania, Bulgaria, Albania, Turchia e Grecia, mentre T. h. hercegovinensis popola le coste di Bosnia ed Erzegovina, Croazia e Montenegro.

L'habitat originario era la macchia mediterranea e il bosco sempreverde di querce, ma gran parte di questi boschi è scomparsa. Oggi la testuggine frequenta prati aridi, pendii asciutti e rocciosi e terreni agricoli, purché vi trovi ombra e nascondigli. Evita invece le zone umide.

Le osservazioni sono più frequenti tra aprile e giugno, con un picco a maggio, periodo in cui gli adulti sono più attivi.

Mappa delle segnalazioni registrate di Testudo hermanni
Dove è stata segnalata · GBIF
12.341
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Comportamento e Stile di Vita

La testuggine di Hermann è diurna. Al mattino lascia il rifugio notturno, che di solito è una cavità riparata da cespugli o siepi fitte, e si scalda al sole. Poi percorre i prati mediterranei in cerca di cibo, scegliendo le piante con l'olfatto.

A metà giornata il sole diventa troppo intenso e l'animale torna al rifugio, orientandosi con sicurezza. Nel pomeriggio riprende ad alimentarsi. Gli studi sperimentali indicano che la specie sa valutare il tempo e la posizione del sole, percepisce il campo magnetico terrestre e usa i punti di riferimento per orientarsi.

Quando l'inverno si avvicina, la testuggine si ritira sotto cespugli o legno marcio e si interra in uno strato di foglie secche. Nel caso degli adulti il letargo può durare da quattro a cinque mesi. Tra fine febbraio e inizio primavera riemerge e torna attiva.

In estate, se le condizioni lo richiedono, può entrare in estivazione. L'area vitale varia da popolazione a popolazione: le femmine occupano in genere territori più ampi, da 0,9 a 7,4 ettari, mentre i maschi si muovono su aree da 0,7 a 4,6 ettari. Le perdite di habitat tendono a limitare questi spazi.

Comunicazione

La comunicazione passa per segnali visivi, acustici, olfattivi e tattili. Nella stagione riproduttiva le femmine osservano i maschi e scelgono quelli con caratteri morfologici giudicati di qualità.

I maschi emettono richiami acuti per attirare le femmine. Se una femmina accetta il richiamo, il maschio può montarla e accoppiarsi.

Prima dell'accoppiamento gli esemplari annusano i segnali chimici emessi dalle femmine. Il significato preciso di questi segnali olfattivi non è ancora del tutto chiaro.

Dieta e Nutrizione

La dieta è prevalentemente vegetale. La testuggine mangia la vegetazione del suolo, come erbe, foglie e fiori. Quando il cibo vegetale scarseggia, integra con piccoli insetti, lumache e limacce.

La scelta delle piante avviene soprattutto per olfatto. Frutti e bacche sono un'integrazione occasionale, non una base della dieta.

Alcune piante e fiori possono risultare dannosi, come il ranuncolo, tossico per questi animali. Anche il tarassaco e il cavolo riccio contengono molto acido ossalico, che nel tempo può compromettere i reni.

Nidificazione e Riproduzione

Gli accoppiamenti iniziano subito dopo il letargo, di solito a fine febbraio. Il corteggiamento è brusco: il maschio insegue, speronа e morde la femmina prima di montarla. Tra i maschi rivali si verificano scontri e speronate.

L'accoppiamento è promiscuo: sia i maschi sia le femmine si accoppiano con più partner, e i maschi possono competere mordendo le zampe della femmina, sebbene con meno aggressività di altre specie di testuggini.

Tra maggio e luglio la femmina scava nel terreno un nido a forma di fiasco, profondo fino a 10 cm, e vi depone da due a dodici uova biancastre con sfumature rosate. Spesso una femmina fa più di una covata nella stessa stagione. L'incubazione dura circa 90 giorni. La temperatura determina il sesso dei piccoli: a 26 °C nascono solo maschi, a 30 °C solo femmine.

La schiusa avviene a inizio settembre, con l'arrivo delle prime piogge autunnali. Se le piogge tardano o la deposizione è avvenuta tardi, i piccoli restano sotterrati fino alla primavera successiva. Dopo la schiusa non c'è alcuna cura parentale: la femmina lascia le uova a sé stesse. I giovani restano per i primi quattro o cinque anni a poche decine di metri dal nido.

Popolazione e Ruolo Ecologico

Nel suo ambiente la testuggine di Hermann ha un ruolo di consumatore di molluschi e insetti. I piccoli appena schiusi sono preda di numerosi animali, mentre gli adulti hanno pochissimi predatori naturali.

Tra i predatori dei giovani figurano ratti neri, tassi e volpi, oltre a cinghiali e altre specie. Il rischio resta alto finché il guscio non si è completamente indurito, cioè fino a sei o otto anni di età.

Le testuggini ospitano nematodi parassiti, come Tachygonetria conica.

Conservazione e Minacce

La IUCN classifica la specie come quasi minacciata. Le sue popolazioni sono in calo a causa di costruzioni, bracconaggio, incendi ed erbicidi. Le costruzioni causano una forte perdita e frammentazione dell'habitat, e le strade separano le popolazioni, provocando anche la morte di molti esemplari investiti dai veicoli.

Gli incendi hanno, secondo quanto riportato, eliminato fino al 50% di una popolazione in alcuni casi. Il lungo ciclo di vita e la maturità sessuale tardiva rendono lenta la ripresa dopo ogni perturbazione.

La specie è inserita nell'Appendice II della CITES, quindi il commercio internazionale richiede documentazione CITES. Programmi di reintroduzione sono stati avviati per stabilizzare le popolazioni esistenti. Un progetto avviato nel 1989 e nel 1990 ha reintrodotto esemplari e ha installato recinzioni lungo le strade per ridurre il traffico, con un aumento dei numeri.

Quasi minacciata

Significato Culturale

La specie compare nelle credenze popolari della Serbia, dove superstizioni e tradizioni influenzano l'atteggiamento verso questi animali.

La testuggine di Hermann è presente in Europa sin dal Neolitico. Nella mitologia greca, Hermes costruisce la sua lira partendo dal guscio vuoto di questa specie.

Dal punto di vista economico, gli esemplari sono entrati nel commercio di animali domestici attraverso le esportazioni europee. In alcuni paesi asiatici la specie è anche usata come cibo.

Curiosità

  1. Sulla Sardegna il fossile più antico della specie risale al Pleistocene inferiore, a Monte Tuttavista. Le popolazioni attuali dell'isola, secondo le analisi genetiche, sono state introdotte in tempi recenti, come è avvenuto anche a Cipro.
  2. Nella stessa famiglia della testuggine di Hermann si trovano le tartarughe terrestri del genere Testudo, che costituiscono un gruppo di animali strettamente legati alla vegetazione del suolo.

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by Meister Bichler via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Philip Schaffer via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Ioannis Magouras via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Kryštof Boura via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Niko Ioannidis via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Kseniia Marianna Prondzynska via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Comportamento

  • Scavatore
  • Solitario
  • Ibernante
  • Diurno

Dieta

  • Erbivoro

Classificazione

Phylum
Chordata
Classe
Testudines
Famiglia
Testudinidae
Genere
Testudo
Specie
Testudo hermanni

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract
  5. Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits
  6. Animal Diversity Web Animal habitat, behavior and diet
  7. AnAge Longevity