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Cardinalis cardinalis

Cardinalis cardinalis

Nessun nome comune registrato

LCPreoccupazione minima
Un cardinale maschio adulto con piumaggio rosso vivo, mascherina nera sul volto, cresta appuntita e becco conico color corallo, appollaiato su un ramo.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

Misure

Peso
0,041–0,041 kg
Durata della vita
≤ 28,5 anni
Classificazione
Phylum
Chordata
Classe
Aves
Ordine
Passeriformes
Famiglia
Cardinalidae
Genere
Cardinalis
Specie
Cardinalis cardinalis

Il Cardinalis cardinalis detiene un record singolare tra gli uccelli nordamericani: è l'uccello simbolo di sette stati degli Stati Uniti — Illinois, Indiana, Kentucky, Carolina del Nord, Ohio, Virginia e Virginia Occidentale — più di qualsiasi altra specie.

È un passeriforme della famiglia Cardinalidae, ampiamente diffuso nei boschi, giardini, arbusteti e zone umide del Nord e Centro America, dal sud-est del Canada fino al Guatemala. La IUCN lo classifica come specie a rischio minimo (Least Concern), grazie a una popolazione stabile o in crescita stimata in circa 100 milioni di individui.

Oltre al piumaggio inconfondibile, il cardinale nordamericano ha abitudini sorprendenti: canta insieme al proprio compagno, difende il territorio combattendo persino contro il proprio riflesso, e resiste agli inverni più rigidi abbassando la propria temperatura corporea.

Identificazione e Aspetto

Il tratto distintivo più immediato è il forte dimorfismo sessuale nel colore: il maschio adulto è di un rosso cremisi acceso, con una mascherina nera che dal volto si estende fino al petto superiore, mentre il colore si scurisce sul dorso e sulle ali. La femmina è invece bruno-fulva, con tonalità grigio-brune e una leggera tinta rossastra su ali, cresta e coda; la sua mascherina facciale è grigia o nera ma meno definita di quella del maschio. Entrambi i sessi condividono una cresta appuntita ben visibile e un becco robusto, conico e di colore corallo vivo.

Il corpo misura tra 21 e 23,5 cm di lunghezza, con un'apertura alare di 25-31 cm. Il peso oscilla tra 33,6 e 65 g, con una media di 44,8 g; il maschio è in genere leggermente più grande della femmina.

I giovani, di entrambi i sessi, assomigliano alla femmina adulta fino all'autunno, quando la muta porta il piumaggio adulto: sono bruni sul dorso e bruno-rossicci sul ventre, con cresta, fronte, ali e coda color mattone; zampe e piedi sono bruno-rosati scuri, e l'iride è marrone. Il colore rosso del piumaggio maschile deriva dai pigmenti carotenoidi presenti nella dieta, che il cardinale metabolizza trasformandoli in una tonalità diversa da quella ingerita in origine.

Distribuzione e Habitat

Il Cardinalis cardinalis è diffuso dal sud-est del Canada (Ontario meridionale, Québec, New Brunswick, Nova Scotia fino a Cape Breton Island) attraverso tutti gli Stati Uniti orientali, dal Maine al Minnesota fino al confine tra Texas e Messico, con popolazioni anche in Nuovo Messico, Arizona meridionale e California meridionale. L'areale si estende a sud attraverso il Messico fino all'istmo di Tehuantepec, il Guatemala settentrionale e il Belize settentrionale; una popolazione isolata occupa inoltre il versante pacifico del Messico, da Jalisco a Oaxaca. La specie è stata introdotta a Bermuda nel 1700 e nelle isole principali delle Hawaii nel 1929.

Predilige i margini boschivi, le siepi e la vegetazione fitta intorno alle abitazioni, oltre a giardini, arbusteti e zone umide; evita invece le grandi distese di foresta continua. Si trova bene anche in ambienti agricoli e suburbani, dove i margini tra aree aperte e cespugli densi offrono rifugio e siti di nidificazione.

La distribuzione è cambiata sensibilmente negli ultimi due secoli: nel 1929 il naturalista Forbush lo descriveva come raro nel New England, ma già nel 1955 veniva segnalato in espansione verso nord, registrato ogni anno alle mangiatoie. In Massachusetts la popolazione è cresciuta rapidamente dal 1960, e oggi la specie è più abbondante nella parte orientale dello stato, soprattutto dove la vegetazione densa si alterna a spazi aperti.

I conteggi mensili di osservazioni, dati di presenza e non di abbondanza, mostrano un picco tra marzo e maggio, con un massimo intorno ad aprile-maggio, per poi calare nei mesi estivi e autunnali: un andamento compatibile con una maggiore visibilità della specie durante la stagione riproduttiva, quando i maschi cantano attivamente per difendere il territorio, più che con una vera migrazione, dato che il cardinale è sedentario.

Mappa delle segnalazioni registrate di Cardinalis cardinalis
Dove è stata segnalata · GBIF
4.229.969
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Comportamento e Stile di Vita

Il cardinale nordamericano non compie migrazioni: è residente tutto l'anno nel suo areale e resta attivo soprattutto nelle ore del mattino e della sera. Durante l'inverno si raggruppa in stormi e si aduna in dormitori comuni, comportamento che cambia radicalmente con l'arrivo della stagione riproduttiva, quando diventa marcatamente territoriale.

Il maschio canta da un ramo alto o da un punto elevato per difendere il proprio territorio, che nel Kentucky settentrionale è stato stimato in una superficie invernale media di circa 0,212 km². Caccia via gli altri maschi che si avvicinano e può arrivare a combattere ripetutamente contro la propria immagine riflessa su superfici lucide, scambiandola per un rivale. Il canto è appreso e non innato, per questo varia a livello regionale, e i maschi che vivono vicini tendono a condividere più sillabe tra loro rispetto a quelli più distanti.

Per affrontare il freddo invernale, il cardinale arruffa il piumino alla base delle penne remiganti per trattenere aria calda vicino al corpo; poiché zampe e piedi sono sottili e privi di piume, restano particolarmente vulnerabili alla perdita di calore. Nei momenti più freddi l'uccello trema e contrae i muscoli, in particolare quelli del petto, per generare calore, e può abbassare la propria temperatura corporea di 1,7-3,3 °C quando necessario per sopravvivere.

Le coppie formate spesso restano insieme e si spostano assieme sul territorio per tutto l'anno, rafforzando il legame anche fuori dalla stagione degli amori.

Comunicazione

Il cardinale comunica soprattutto attraverso il canto e una serie di segnali visivi. Sia il maschio che la femmina cantano frasi fischiate chiare e ripetute, poi variate: tra i motivi più riconoscibili ci sono "cheeeer-a-dote, cheeer-a-dote-dote-dote", "purdy, purdy, purdy... whoit, whoit, whoit, whoit", "what-cheer, what-cheer... wheet, wheet, wheet, wheet" e "cheer, cheer, cheer, what, what, what, what". Questi canti servono a difendere il territorio e a corteggiare il partner.

Un richiamo d'allarme distintivo — un breve suono metallico simile a un "chip" — viene emesso quando un predatore si avvicina al nido, per avvertire la femmina e i nidiacei. Il canto dei due sessi, pur non distinguibile all'orecchio umano, è in realtà dimorfico: si ritiene che la differenza dipenda dai diversi livelli ormonali tra maschio e femmina.

Ai segnali acustici si aggiungono comportamenti visivi come lo scatto della coda e l'alzarsi e abbassarsi della cresta, entrambi usati per segnalare allarme. I nidiacei, dal loro lato, vocalizzano per richiamare i genitori quando hanno fame: nei primi giorni di vita chiedono cibo anche solo se il nido viene mosso, ma con la crescita imparano a rispondere unicamente alla presenza o al canto dei genitori.

Dieta e Nutrizione

Circa il 90% della dieta del cardinale nordamericano è composto da semi di piante infestanti, cereali, insetti, frutta e semi di girasole. La specie predilige i semi facili da schiacciare e sgusciare con il becco robusto e conico, ma diventa molto meno selettiva in inverno, quando il cibo scarseggia.

In condizioni estreme il cardinale può ricorrere anche a fonti insolite: un osservatore ha documentato un esemplare che si nutriva della carcassa di una cincia dal berretto nero durante una giornata invernale particolarmente fredda e nevosa.

Gli insetti restano comunque una componente importante della dieta, soprattutto per i pulli: i genitori nutrono i nidiacei quasi esclusivamente con insetti, una fonte proteica indispensabile per la crescita rapida durante le prime settimane di vita.

Nidificazione e Riproduzione

Il corteggiamento inizia in primavera con una serie di comportamenti fisici: il maschio raccoglie cibo e lo offre alla femmina becco a becco, un gesto di alimentazione che consolida il legame di coppia. Il sistema di accoppiamento è monogamo — spesso le coppie restano insieme per più stagioni consecutive — ma non è raro l'accoppiamento extra-coppia: studi genetici hanno rilevato che tra il 9% e il 35% dei nidiacei non erano figli del compagno sociale della femmina.

La femmina costruisce da sola il nido, generalmente in un cespuglio denso o in un piccolo albero, tra 1 e 3 metri da terra, spesso nascosto tra rovi o viticci. Piega e intreccia rametti flessibili con il becco fino a formare una coppa a quattro strati — rametti grossolani, una stuoia di foglie, corteccia di vite quando disponibile e infine erbe, steli e aghi di pino — completata in genere in tre-nove giorni; il nido finito misura circa 5-7,6 cm di altezza e 10 cm di diametro esterno.

La covata comprende di solito 3 o 4 uova (talvolta da 1 a 5), bianche con una leggera tinta verdastra o bruna e macchiate di lavanda o grigio, soprattutto verso il polo maggiore; misurano circa 26 x 19 mm. L'incubazione, quasi sempre a carico della sola femmina mentre il maschio le porta cibo, dura 11-13 giorni.

I nidiacei nascono ciechi, spelacchiati e completamente inetti, pesano appena 3-3,5 grammi e non sviluppano le prime piume prima dei 4-5 giorni di vita; crescono di 2-3 grammi al giorno nutriti da entrambi i genitori quasi solo con insetti. Lasciano il nido dopo 7-13 giorni (in media 9-10), ma continuano a dipendere dai genitori per altre 25-56 giornate. La coppia alleva in genere due covate all'anno, tra marzo e settembre; la seconda nidiata è spesso parassitata dal vaccaro testabruna (Molothrus ater), che depone le proprie uova nel nido del cardinale.

Popolazione e Ruolo Ecologico

Si stima che la popolazione mondiale del cardinale nordamericano conti circa 100 milioni di individui, con un areale che si è ampliato notevolmente negli ultimi due secoli grazie ai cambiamenti dell'habitat operati dall'uomo e alla diffusione delle mangiatoie da giardino.

Nutrendosi in grandi quantità di semi e frutti, il cardinale contribuisce alla dispersione dei semi di diverse piante e può influenzare la composizione della vegetazione locale attraverso la propria selezione alimentare. Mangiando grandi quantità di insetti, tra cui parassiti agricoli come il punteruolo del cotone, i vermi grigi e vari bruchi, svolge anche un ruolo di controllo naturale sui parassiti delle colture.

È a sua volta preda di un ampio ventaglio di predatori nordamericani — falconi, astori e sparvieri, aquile reali e di mare, allocchi e civette, tra cui l'assiolo orientale — mentre uova e pulli sono minacciati da serpenti come il colubro delle farine, ghiandaie azzurre, cornacchie, scoiattoli grigi e volpini, tamia orientali e gatti domestici. Il nido è inoltre un frequente obiettivo di parassitismo di covata da parte del vaccaro testabruna, la cui popolazione locale beneficia proprio dell'allevamento dei suoi pulcini da parte dei cardinali ospiti.

Conservazione e Minacce

La IUCN classifica il Cardinalis cardinalis come specie a rischio minimo (Least Concern): la sua distribuzione è ampia, la popolazione stabile o in aumento, e non risultano minacce diffuse in grado di comprometterne la sopravvivenza a livello globale.

La specie è protetta negli Stati Uniti dal Migratory Bird Act, che dal 1918 ne vieta la cattura, l'uccisione, la detenzione e il commercio come uccello da gabbia — un tempo il cardinale era infatti ricercato come animale da compagnia per il piumaggio vivace e il canto. In Canada è tutelato dalla Convenzione per la protezione degli uccelli migratori. Non è invece soggetto a restrizioni CITES né a uno status di protezione particolare a livello federale statunitense, coerentemente con il suo stato di conservazione favorevole.

Stato di conservazione

  1. LC
  2. NT
  3. VU
  4. EN
  5. CR

Preoccupazione minima

Significato Culturale

Nella mitologia Cherokee il cardinale nordamericano occupa un posto ambivalente: se canta vicino a un'abitazione, si crede che preannunci presto l'arrivo di visite; se invece entra nella casa, il presagio si ribalta e può indicare un lutto, poiché si ritiene che l'uccello porti con sé le anime dei morti. Altre leggende Cherokee lo descrivono come figlia del sole, capace di predire il tempo atmosferico, e più in generale molte tradizioni dei nativi americani lo considerano un messaggero del mondo degli spiriti, in grado di guidare le anime perdute e portare conforto a chi è in lutto.

Il nome stesso della specie deriva dal latino cardinalis, termine usato per indicare i cardinali della Chiesa cattolica romana, che indossano vesti di un rosso acceso simile al piumaggio del maschio. Nella tradizione induista, invece, il cardinale viene associato al chakra della radice, il primo dei centri energetici della pratica yoga.

Nel mondo contemporaneo il cardinale è l'uccello simbolo di sette stati americani — più di qualsiasi altra specie — ed è la mascotte di numerose squadre sportive, tra cui i St. Louis Cardinals della Major League Baseball e gli Arizona Cardinals della National Football League, oltre a diversi atenei universitari. Il treno passeggeri Amtrak che collega Chicago a Washington porta il nome "Cardinal" proprio perché la linea attraversa sei stati che hanno scelto questo uccello come proprio simbolo.

Curiosità

  1. Un cardinale selvatico inanellato dai ricercatori ha vissuto almeno 15 anni e 9 mesi, mentre un esemplare in cattività ha raggiunto i 28,5 anni; il tasso di sopravvivenza annuale degli adulti si stima tra il 60 e il 65%.
  2. Uno studio del 2016 condotto ad Atlanta, in Georgia, ha scoperto che il cardinale nordamericano, a differenza di molte altre specie, riesce a sopprimere biologicamente il virus West Nile una volta infettato.
  3. Violare la legge federale statunitense che protegge la specie — cattura, uccisione o detenzione — può comportare una multa fino a 15.000 dollari e sei mesi di reclusione.
  4. L'areale globale della specie è stimato in circa 5.800.000 km², frutto anche dell'espansione favorita dalle mangiatoie da giardino.
  5. Il cardinale fu candidato a diventare l'uccello simbolo del Delaware, ma perse la competizione a favore della gallina blu del Delaware.

Ecologia

Habitat

  • Zona umida
  • Bosco
  • Boscaglia/arbusteto
  • Prateria

Comportamento

  • Territoriale
  • Sociale
  • Diurno
  • Arboricolo

Dieta

  • Omnivoro

Foto

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Un cardinale maschio adulto con piumaggio rosso vivo, mascherina nera sul volto, cresta appuntita e becco conico color corallo, appollaiato su un ramo.Foto: via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., CC0

FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipediaEncyclopedia of LifeAnimal Diversity WebAnAge