Il nome "tartaruga verde" non deriva dal colore del suo carapace, che va dall'olivastro al nero, ma dal grasso verdastro che si trova sotto il guscio, conseguenza diretta di una dieta quasi esclusivamente a base di fanerogame marine.
Chelonia mydas è l'unica specie del genere Chelonia, appartenente alla famiglia Cheloniidae, e popola le acque tropicali e subtropicali di tutto il pianeta con due grandi popolazioni genetiche, una atlantica e una del Pacifico orientale. È classificata come specie in pericolo dalla IUCN.
Pochi rettili hanno un ciclo vitale così articolato: nasce carnivora e pelagica, passa anni alla deriva nell'oceano aperto, poi diventa un'erbivora costiera capace di modellare intere praterie marine con il suo pascolo.
Identificazione e Aspetto
Il tratto più utile per riconoscerla è il becco corto e non adunco, molto diverso da quello ricurvo e appuntito della tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata), unito a un unico paio di squame prefrontali sulla testa e a un solo artiglio su ciascuna pinna anteriore negli adulti.
Gli adulti misurano in genere circa 1,5 metri di lunghezza, con un carapace che va dai 78 ai 112 centimetri e un peso medio tra 68 e 190 kg; gli esemplari eccezionali possono superare i 300 kg, con un record storico di 395 kg e 153 cm di carapace. Il corpo è appiattito in senso dorsoventrale, il collo corto non può essere ritratto nel guscio, e le pinne anteriori a forma di pala permettono velocità di nuoto fino a circa 40 miglia orarie (64 km/h), il valore più alto tra tutte le tartarughe marine.
Il carapace cambia aspetto nel corso della vita: i piccoli hanno una corazza quasi completamente nera con un piastrone chiaro, gli esemplari giovani la portano bruno-olivastra, mentre gli adulti mostrano un carapace bruno uniforme, maculato o marmorizzato con raggiature. Il piastrone è giallo e gli arti, scuri, presentano bordature gialle e spesso una macchia bruna al centro.
Maschi e femmine adulti si distinguono facilmente: i maschi hanno una coda più lunga, visibilmente sporgente dal guscio, e artigli anteriori più sviluppati. Un dettaglio curioso riguarda i nidi: la temperatura di incubazione, non i cromosomi, determina il sesso dei nascituri, con temperature sopra i 30°C che favoriscono le femmine e quelle inferiori che favoriscono i maschi.
Distribuzione e Habitat
La specie occupa mari tropicali e subtropicali di tutto il mondo, con una distribuzione che si estende lungo le coste continentali e insulari tra i 30° di latitudine nord e sud; temperature oceaniche inferiori a 7-10°C ne limitano la presenza. Si stima che frequenti le acque costiere di oltre 140 paesi e che nidifichi in più di 80 di essi.
Gli habitat preferiti sono le praterie di fanerogame marine in acque basse e sabbiose, le baie protette, le lagune costiere e le barriere coralline, dove trova alghe rosse, brune e verdi di cui si nutre e rifugio dai predatori. In molte zone, come nel Mar Rosso egiziano, la disponibilità di prati di fanerogame è limitata, il che restringe le aree adatte alla specie.
Le popolazioni atlantica e del Pacifico orientale sono geneticamente distinte, separate dalle acque fredde che circondano le punte meridionali di Sudamerica e Africa; ciò si riflette in differenze nel DNA mitocondriale. Le concentrazioni più importanti si trovano nella Grande Barriera Corallina australiana e nel Mar dei Caraibi, mentre negli Stati Uniti le popolazioni maggiori sono nelle Hawaii e in Florida.
I dati di osservazione mensile mostrano un picco marcato in maggio, con oltre 33.000 avvistamenti contro circa 18.000 in gennaio e settembre: questo probabilmente riflette una maggiore presenza costiera stagionale, non una vera stima di abbondanza o densità di popolazione.

Comportamento e Stile di Vita
Le tartarughe verdi trascorrono la maggior parte del tempo nuotando, percorrendo tra 20 e 90 km al giorno tra alimentazione, immersioni, riproduzione e migrazioni, spesso in gruppi che condividono la stessa spiaggia natale. Sono animali migratori e coloniali, ma non difendono attivamente un territorio: mantengono comunque un home range stabile, che negli adulti può variare da 3,8 a oltre 642 ettari, comprendente le aree di alimentazione costiera e le spiagge natali usate per la nidificazione.
Durante le immersioni ordinarie restano sommerse per quattro o cinque minuti prima di risalire a respirare per uno-tre secondi; grazie a una singola espirazione ed inspirazione rapide riescono a rinnovare quasi tutta l'aria nei polmoni. Possono riposare o dormire sott'acqua per diverse ore, incuneandosi sotto rocce o sporgenze di barriera durante la notte, spesso tornando allo stesso punto di riposo notte dopo notte per proteggersi dai predatori.
Durante la stagione degli accoppiamenti, le coppie impegnate nella copula vengono spesso avvicinate da maschi "scorta" che si aggrappano alla coppia nel tentativo di sostituire il maschio accoppiato; se il maschio in copula si sente minacciato, può interrompere brevemente l'accoppiamento per allontanare i rivali.
L'ecologia della specie cambia radicalmente con l'età: i piccoli appena emersi sono carnivori e pelagici, parte del plancton di superficie dell'oceano aperto, mentre giovani e adulti diventano pascolatori erbivori nelle praterie di fanerogame vicino alla costa.
Comunicazione
La vista è il senso dominante nella comunicazione: le tartarughe verdi usano segnali visivi per individuare piante e piccole prede e per comunicare tra loro, soprattutto durante il corteggiamento.
Le femmine dispongono di due comportamenti chiari per rispondere ai maschi: l'accettazione si manifesta con la totale sottomissione durante la monta, mentre il rifiuto avviene nuotando via con le zampe posteriori chiuse, mordendo il maschio se si avvicina troppo, oppure assumendo una "posizione di rifiuto" in cui la tartaruga fluttua verso l'alto con il piastrone rivolto verso il maschio e tutti gli arti distesi.
Oltre alla vista, la specie percepisce le vibrazioni delle onde e i campi magnetici per orientarsi in mare aperto: l'orecchio interno sembra in grado di rilevare l'accelerazione e la direzione delle onde, un meccanismo che contribuisce al senso di orientamento durante le lunghe migrazioni.
Caccia e Dieta
Da piccola, Chelonia mydas è una cacciatrice opportunista che si nutre di piccoli invertebrati marini e materiale neustonico trovato vicino alla superficie, come idrozoi, briozoi e uova di lepre di mare (Aplysia), cogliendo qualunque preda disponibile nell'ambiente pelagico in cui deriva per i primi anni di vita.
Crescendo, la dieta si sposta gradualmente verso il vegetale: gli adulti diventano perlopiù erbivori, brucando alghe rosse, brune e verdi come la lattuga di mare (Ulva lactuca) e piante di paludi salmastre come la Spartina (Spartina alterniflora), oltre a specie come Bostrychia, Caloglossa, Compsopogon, Polysiphonia, Gayralia e Rhizoclonium.
Essendo animali molto mobili nel corso della vita, le scelte alimentari restano opportunistiche: la specie sfrutta ciò che trova disponibile localmente, spostandosi tra praterie di fanerogame e barriere coralline ricche di alghe.
Quando pascolano sulle fanerogame, le tartarughe verdi tagliano solo la parte superiore della pianta lasciando intatte le radici, una tecnica di foraggiamento che favorisce la ricrescita e la salute dei prati marini su cui si nutrono anche pesci e crostacei.
Nidificazione e Riproduzione
Il sistema di accoppiamento è poliginandrico: femmine e maschi si accoppiano con più partner nelle acque poco profonde vicino alle spiagge di nidificazione. Il maschio si aggrappa alle "tacche di accoppiamento" sulle spalle della femmina per mantenere la posizione durante la copula, che può durare diverse ore e, nel caso più estremo documentato, fino a 119 ore consecutive; altri maschi possono aggrapparsi alla coppia nel tentativo di scalzare il partner accoppiato.
Le femmine tornano alla propria spiaggia natale a intervalli di 2-4 anni per nidificare, tra giugno e settembre; se non riescono a raggiungerla, scelgono una spiaggia con sabbia di tessitura e colore simili. Dopo aver scelto il sito, sgombrano l'area con le zampe anteriori, scavano la buca, depongono le uova e infine ricoprono il nido di sabbia per mimetizzarlo prima di tornare in mare.
Ogni femmina può depositare da 1 a 9 covate in una stagione, in media circa 3, ciascuna con 75-200 uova (in media circa 150). L'incubazione dura tra 45 e 75 giorni, al termine dei quali i piccoli, che pesano circa 26 grammi, emergono e si dirigono verso il mare.
Non esiste alcuna cura parentale oltre alla deposizione e alla mimetizzazione del nido da parte della madre: i piccoli affrontano da soli una fase giovanile che può durare tra 27 e 50 anni prima di raggiungere la maturità sessuale.
Popolazione e Ruolo Ecologico
Il ruolo ecologico della tartaruga verde cambia con l'età: da giovane è predatrice di piccoli invertebrati come idrozoi, briozoi e meduse, mentre da adulta diventa una pascolatrice erbivora che regola la crescita delle fanerogame marine, restituendo nutrienti al sistema tramite le feci ricche di azoto e favorendo la ricrescita delle praterie su cui dipendono pesci e crostacei.
Gli adulti hanno pochi predatori naturali oltre all'uomo: gli squali tigre (Galeocerdo cuvier) sono i principali predatori delle acque hawaiiane e cacciano tartarughe di ogni dimensione, spesso proprio vicino alle spiagge di nidificazione dove gli animali sono più vulnerabili. Uova e piccoli, invece, subiscono una predazione molto più intensa da parte di granchi, piccoli mammiferi marini, uccelli costieri, volpi rosse e sciacalli dorati.
La specie convive con numerosi parassiti, tra cui balani e sanguisughe che danneggiano i tessuti molli, e con vermi trematodi come Learedius leardei e Hapalotrema dorsopora, che causano infiammazioni cardiovascolari spesso letali. La minaccia sanitaria più grave è il fibropapilloma, un tumore causato da un herpesvirus trasmesso dalla sanguisuga Ozobranchus branchiatus, che colpisce squame, polmoni, stomaco e reni.
Conservazione e Minacce
La IUCN classifica la tartaruga verde come specie in pericolo (Endangered), mentre il CITES la inserisce nell'Appendice I, che vieta il commercio internazionale salvo permessi speciali per scopi di ricerca. Negli Stati Uniti, le popolazioni del Mediterraneo e del Pacifico centro-occidentale e centro-meridionale sono classificate come in pericolo, mentre la maggior parte delle altre popolazioni è considerata minacciata.
La minaccia principale è la pesca: reti, ami, arpioni e altre tecniche catturano accidentalmente sia adulti che giovani nelle aree di foraggiamento e presso i siti di nidificazione. A questa si aggiunge l'illuminazione artificiale delle coste, che disorienta le tartarughe facendole confondere la luce dei lampioni con quella del sole, alterando il percorso di risalita delle femmine adulte e causando nidi costruiti in modo incompleto.
Numerosi accordi internazionali cercano di contrastare il declino della specie, tra cui il Memorandum d'Intesa ASEAN sulla conservazione delle tartarughe marine, quello per la costa atlantica africana e la Convenzione Interamericana per la Protezione delle Tartarughe Marine; negli Stati Uniti, il Fish and Wildlife Service e il National Marine Fisheries Service applicano leggi che vietano la cattura in mare e sulla terraferma.
Significato Culturale
Il nome del genere Chelonia deriva dal greco Χελώνη (Khelônê), termine con cui gli antichi Greci identificavano le tartarughe; secondo il mito, Khelônê era una ninfa trasformata in tartaruga da Zeus come punizione per la sua pigrizia, condannata a portare per sempre la propria casa sulle spalle. Anche l'epiteto specifico mydas viene dal greco e significa "umido", in riferimento al suo habitat acquatico.
Per molti popoli aborigeni australiani, le tartarughe marine, compresa la tartaruga verde, hanno un profondo significato spirituale e culturale e rappresentano da sempre una fonte tradizionale di cibo.
Nonostante le leggi di protezione vigenti in molti paesi, la specie continua a essere cacciata di frodo per le uova e la carne in alcune aree del Sud-Est asiatico, e i gusci vengono ancora usati come decorazione o trasformati in gioielli.
Curiosità
- Con punte fino a 40 miglia orarie (circa 64 km/h), la tartaruga verde è la più veloce tra tutte le tartarughe marine.
- È l'unica specie vivente del genere Chelonia: nessun'altra tartaruga marina condivide questo genere.
- Il nome comune non descrive il colore del carapace, bruno-olivastro, ma quello del grasso verde che si trova sotto il guscio.
- La temperatura all'interno del nido, non i geni, decide se un piccolo nascerà maschio o femmina.
- Durante l'accoppiamento, maschi "scorta" si aggrappano alla coppia già impegnata nel tentativo di sostituire il partner, e le copule più lunghe registrate hanno superato le 119 ore consecutive.
- Molti adulti tornano a dormire sotto la stessa roccia o sporgenza di barriera corallina notte dopo notte, un comportamento di fedeltà al sito raramente osservato in altri rettili marini.
Ecologia
Habitat
- Zona umida
- Marino
- Costiero
Comportamento
- Predatore
- Acquatico
- Sociale
- Migratore
Dieta
- Omnivoro
Foto
FontiGBIFiNaturalistWikidataWikipediaEncyclopedia of LifeAnimal Diversity WebAnAge


