Vai al contenuto
Vai all'articolo

Lino

Linum usitatissimum

Il nome scientifico Linum usitatissimum contiene già un giudizio storico: usitatissimum è un superlativo latino che significa "il più comune", un omaggio al ruolo che questa pianta ha avuto per millenni nella vita umana.

Si tratta di una pianta erbacea annuale della famiglia delle Linaceae, coltivata da secoli nelle regioni a clima temperato per due scopi principali: la produzione di fibra tessile e quella di semi oleosi. Il suo contributo alla cultura umana risale a più di 8.000 anni fa, rendendolo una delle colture più radicate nella storia dell'agricoltura.

Identificazione e Aspetto

Il tratto più distintivo del lino coltivato sono i fiori a cinque petali, ampi 15-25 mm, tipicamente di colore blu, anche se in altre specie del genere Linum possono comparire tonalità bianche, gialle o rosse.

La pianta raggiunge un'altezza di circa 1,2 m, con steli sottili ed eretti. Le foglie sono glauco-verdi, di forma lanceolata e stretta, lunghe 2-4 cm e larghe circa 3 mm.

Dopo la fioritura si sviluppa il frutto, una capsula secca e rotonda di 5-9 mm di diametro, che racchiude diversi semi lucidi di colore bruno, lunghi 4-7 mm e a forma di piccolo seme di mela.

Altre specie del genere Linum possono somigliare a Linum usitatissimum per la forma dei fiori blu, ma molte di queste sono perenni, mentre il lino coltivato è una pianta annuale: questa differenza nel ciclo di vita è un criterio utile per distinguerle.

Distribuzione e Habitat

Il lino viene coltivato diffusamente in molte regioni a clima temperato, e in Cina è presente in coltivazione quasi ovunque, con l'eccezione di Hainan e Taiwan; talvolta si trova anche naturalizzato fuori dai campi coltivati. L'origine della specie resta incerta, ma si ritiene possa provenire dalla regione mediterranea e da parti dell'Asia occidentale e dell'Europa occidentale.

Le conte mensili di osservazioni mostrano un picco marcato nei mesi centrali dell'anno, tra maggio e agosto, con valori che poi calano sensibilmente in autunno e inverno; questo andamento riflette probabilmente la stagione di crescita e fioritura della pianta più che la sua reale abbondanza sul territorio, dato che tali conteggi registrano solo presenze osservate e non la popolazione complessiva.

Mappa delle segnalazioni registrate di Linum usitatissimum
Dove è stata segnalata · GBIF
8169
genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
Conteggi mensili delle occorrenze · GBIF

Usi e Rapporto con l’Uomo

Il lino accompagna la storia umana da tempi remoti: le più antiche testimonianze dell'uso di fibre di lino selvatico, filate, tinte e annodate, provengono dalla grotta di Dzudzuana, nell'attuale Georgia, e risalgono al Paleolitico superiore, circa 30.000 anni fa. La domesticazione della pianta avvenne poi nella regione della Mezzaluna Fertile, dove sono stati trovati semi di lino da olio ingranditi a Tell Ramad, in Siria, e frammenti di tessuto a Çatalhöyük, in Turchia, risalenti a circa 9.000 anni fa.

Nell'antico Egitto il lino ebbe un ruolo centrale: le pareti dei templi mostravano dipinti di piante di lino in fiore, le mummie venivano imbalsamate con bende di lino e i sacerdoti indossavano solo abiti di questo tessuto, poiché il lino simboleggiava la purezza. I Fenici commerciarono il lino egiziano in tutto il Mediterraneo, e i Romani lo impiegarono per le vele delle navi; a Roma il lino era associato alla ricchezza e allo status sociale, un'importanza richiamata anche da diversi miti della mitologia greca legati a vesti tessute con questa fibra pregiata.

Con il declino dell'Impero Romano la produzione di lino diminuì, ma fu rilanciata da Carlo Magno nell'ottavo secolo, grazie a leggi che ne promuovevano l'igiene tessile e i benefici dell'olio di semi di lino. Le Fiandre divennero poi il principale centro dell'industria europea del lino nel Medioevo. Con la diffusione del cotone a basso costo e l'aumento dei salari agricoli, la produzione si concentrò nella Russia settentrionale, che arrivò a fornire il 90% della produzione mondiale, prima che le fibre sintetiche ne riducessero l'importanza commerciale. Oggi la Francia guida la produzione mondiale di lino grezzo o macerato, con la Normandia responsabile di quasi un terzo del totale globale.

Curiosità

  1. Nell'induismo, Linum usitatissimum è conosciuto anche come Kshom (o Atsee), un dravya, cioè una sostanza usata in ambito rituale o medicinale tradizionale.
  2. Esistono due teorie sull'origine della specie: una sostiene che derivi dalla selezione umana della specie selvatica Linum angustifolium, diffusa nel Mediterraneo e capace di incrociarsi facilmente con il lino coltivato; l'altra ipotizza un'origine polifiletica, cioè da più linee selvatiche indipendenti.
  3. Il nome latino usitatissimum è un superlativo che significa letteralmente "il più comune", una scelta linguistica che testimonia quanto gli antichi considerassero questa pianta parte integrante della vita quotidiana.

Foto

Fotografie da via iNaturalist, licensed under CC0 1.0., by zebedeugalinha via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by dorian via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jean-Silouane Rebours via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Irina Mitine via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jared Shorma via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Corey Stafford via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jessica Utrup via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Jose Gutierrez Higa via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Alice Shanks via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., by Barry Stewart via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0. e by Lídia Carrera via iNaturalist, licensed under CC BY 4.0., con il credito su ciascuna foto.

Ecologia e classificazione

Portamento

  • Pianta erbacea

Classificazione

Phylum
Tracheophyta
Classe
Magnoliopsida
Ordine
Malpighiales
Famiglia
Linaceae
Genere
Linum
Specie
Linum usitatissimum

Fonti

  1. GBIF Species names and classification
  2. iNaturalist Photos
  3. Wikidata Common names and conservation status
  4. Wikipedia Summary extract
  5. Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits