Il Ricinus communis, noto come ricino, è una pianta perenne a fioritura della famiglia delle Euphorbiaceae, unica specie del genere Ricinus e della sottotribù Ricininae.
Originario del bacino sud-orientale del Mediterraneo, dell'Africa orientale e dell'India, oggi si è diffuso in tutte le regioni tropicali del mondo. La sua rapida crescita e il portamento vario lo rendono una pianta affascinante da osservare, tanto ornamentale quanto temuta per la sua tossicità.
Identificazione e Aspetto
Il tratto più distintivo del ricino è la variabilità estrema del suo aspetto, frutto sia della natura selvatica della pianta sia della selezione operata dai coltivatori per ottenere colori di foglie e fiori diversi o una maggiore produzione di olio.
È un arbusto pollonifero a crescita rapida che può raggiungere le dimensioni di un piccolo albero, fino a circa 12 metri, sebbene non tolleri il freddo. Le foglie lucide, lunghe da 15 a 45 centimetri, sono lungamente picciolate, alterne e palmate, con cinque a dodici lobi profondi e margini grossolanamente dentati. In alcune varietà nascono di colore porpora scuro o bronzeo per poi virare al verde scuro con l'età, mentre in altre un pigmento mantiene tutte le parti verdi—foglie, fusti e frutti giovani—in una tonalità porpora-bruno-rossastra per tutta la vita della pianta.
I fiori, privi di petali, sono unisessuali e portati sulla stessa pianta (monoici) in infiorescenze terminali a pannocchia, di colore verde o, in alcune varietà, rossastro. I fiori maschili, numerosi e giallo-verdi con stami color crema, si distinguono dai fiori femminili, meno numerosi, posti all'apice delle spighe dentro le capsule spinose immature e riconoscibili per i vistosi stigmi rossi.
Il frutto è una capsula spinosa, verdastra o rosso-purpurea, che contiene semi grandi, ovali, lucidi, simili a fagioli, con una mottinatura bruna variabile e altamente velenosi. Sui semi si trova un'appendice verrucosa, la caruncola, un tipo di elaiosoma che favorisce la dispersione tramite le formiche.
Distribuzione e Habitat
Il ricino è originario del bacino sud-orientale del Mediterraneo, dell'Africa orientale e dell'India, ma oggi è diffuso in tutte le regioni tropicali del pianeta. Nelle zone con clima adatto si naturalizza facilmente, diventando in alcuni casi una pianta invasiva presente su terreni incolti.
Cresce come pianta coltivata, come erbaccia ruderale e, occasionalmente, come specie naturalizzata lungo i greti dei fiumi, di solito a quote inferiori ai 500 metri, sebbene possa raggiungere anche i 2.300 metri. La sua capacità di colonizzare terreni disturbati e marginali spiega la sua ampia diffusione al di fuori dell'areale originario.

Ecologia e Relazioni
Il ricino instaura relazioni con diversi insetti che se ne nutrono o lo utilizzano come pianta ospite. Le sue foglie nutrono le larve della farfalla comune del ricino (Ariadne merione), del baco da seta eri (Samia cynthia ricini) e della falena semi-looper del ricino (Achaea janata), oltre ad altre specie di lepidotteri come Hypercompe hambletoni e la nottua Discestra trifolii.
Un ragno saltatore, Evarcha culicivora, si nutre del nettare del ricino e utilizza preferenzialmente questa pianta come luogo di corteggiamento.
Ogni seme di ricino porta all'estremità un nodulo giallo ricco di grassi, nutriente per le larve delle formiche. Dopo aver trasportato il raccolto nei propri nidi e staccato la parte nutritiva, le formiche scartano il resto del seme nel loro deposito di rifiuti, dove la futura pianta può germinare: un meccanismo di dispersione dei semi noto come mirmecocoria.
Usi e Rapporto con l’Uomo
Il ricino è ampiamente impiegato come pianta ornamentale in parchi e spazi pubblici, spesso usato come pianta focale nelle tradizionali aiuole decorative. Se seminato precocemente sotto vetro e mantenuto a circa 20 °C fino al trapianto, può raggiungere i 2-3 metri di altezza in un solo anno; nelle zone soggette a gelate viene generalmente coltivato come annuale, mentre in climi più mite, come nel sud dell'Inghilterra, può crescere all'aperto rimanendo sempreverde nei luoghi riparati.
I coltivatori hanno sviluppato numerose cultivar ornamentali, come 'Carmencita', insignita del Premio al Merito Giardino della Royal Horticultural Society, e varietà destinate alla produzione commerciale di olio di ricino, come 'Hale' e 'Brigham', quest'ultima selezionata per contenere solo il 10% del ricina presente in 'Hale'.
Nella cultura tradizionale, le foglie sono state usate come insetticida e la pianta è associata, in diverse tradizioni popolari e rituali, alla purificazione e alla protezione dagli spiriti maligni; è inoltre nota da tempi antichissimi nella medicina tradizionale delle culture mediterranee e orientali, e resta ancora oggi impiegata nella medicina popolare in diverse parti del mondo.
Curiosità
- Nella Sharngadhara Samhita, testo del XII secolo, i semi di ricino venivano trasformati in un ghee medicato chiamato Arandi Ghrita, somministrato ai bambini per stimolare l'appetito.
- Nei testi Siddha tamil, le foglie pestate di ricino venivano applicate su foruncoli e carbonchi, un uso topico riconosciuto in tradizioni culturali diverse.
- In Brasile, dove è conosciuto come mamona (termine di origine bantu), il ricino è associato a Omulu, la divinità Candomblé del vaiolo e delle malattie infettive.
Foto
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Ecologia e classificazione
Portamento
- Arbusto
Classificazione
- Phylum
- Tracheophyta
- Classe
- Magnoliopsida
- Ordine
- Malpighiales
- Famiglia
- Euphorbiaceae
- Genere
- Ricinus
- Specie
- Ricinus communis
Fonti
- GBIF Species names and classification
- iNaturalist Photos
- Wikidata Common names and conservation status
- Wikipedia Summary extract
- Encyclopedia of Life Habitat, diet and behavior traits



